Exit West


Ci sono libri che hanno copertine che funzionano in maniera particolare. Non saprei dire se sia una questione di gusto personale o no. A volte è certamente così, il paravento è costruito per conquistare i lettori. Ma in questo caso credo sia diverso. La potenza dell’immagine di copertina è grandiosa, la metafora che nasconde importantissima: una porta che si apre su un’altra porta aperta che mostra un cielo di un azzurro profondo; c’è una “sfumatura” apocalittica in questa immagine, conferita da quell’accumulo di sabbia finissima che tiene bloccata la porta… ma al tempo stesso è estremamente simbolica ed evocativa.

La porta è il passaggio verso nuove possibilità, verso nuovi luoghi, nuovi spazi, nuovi incontri, nuove culture, nuove vite… ed è il simbolo del passaggio dei migranti, dell’inizio del loro viaggio dalla propria patria un nuovo paese. Guerre, violenze e soprusi alle spalle, un azzurro infinito di fronte che è il mare da attraversare, ma anche i nuovi cieli che daranno loro ospitalità. Una metafora che verrà varcata da una coppia, perché l’universale si può raccontare partendo dal singolo.

La storia che seguiamo è quella di Nadia e Saeed. Lei è sensuale, forte e indipendente. Lui è timido e un po’ imbranato con le ragazze. Saeed impiegherà un po’ a trovare il coraggio per parlare, ma la guerra che sta distruggendo la loro città accelererà il processo e decideranno di tentare insieme una fuga dalla loro patria, insieme, uniti dal desiderio di trovare un modo per sopravvivere e per potere cominciare una nuova vita. Inizieranno il viaggio, rischiano la vita, per salvare oltre a loro stessi il loro giovane amore che vuole una speranza.

Romantico e tenero, duro e spietato. Contemporaneo, attuale. Un capolavoro.

Carla

(Exit West di Mohsin Hamid, Einaudi, Pag. 160, euro 17.50)

 

 

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