Le tre del mattino


E poi ci sono libri che ti fanno tornare la voglia di leggere. Ricominciamo!

Ciao sono Mariangela, quella che qualche mese fa vi aveva detto, trullallero trullallà, che la sua voglia di leggere, grazie al sole dell’estate, era tornata più forte di quanto non fosse stata negli ultimi mesi, bello leggere, perché è figo ricominciare a scoprire tre o quattro storie nuove al mese, o forse anche di più. Ci credevo pure io (ehm). Mi è bastato entrare nella routine dell’autunno non solo per farmi passare la voglia di leggere, ma anche per fare un sacco di altre cose.

Per fortuna ci sono quelle cose che si insinuano a forza. Come Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio. Sapete quando non avete la connessione a casa e tenete sotto controllo il consumo dei vostri dati, perché se no rimanete a piedi? Se non lo sapete, ve lo dico io. E’ successo una sera a casa mia (no, non chiedetemi perché non ho ancora una connessione a casa), in tv non c’era niente, il telefono non potevo nemmeno guardarlo per paura che così facendo consumasse mega preziosi e allora non mi rimaneva nient’altro da fare (a parte magari pulire casa) se non leggere. L’ho ammetto, non era l’opzione più allettante.

Non avevo mai letto nulla di Carofiglio e ora so di avere perso un sacco di tempo in questi anni. Devo assolutamente recuperare.

Questo libro va letto esattamente in quella parte del giorno in cui è stato ambientato, di notte. Io l’ho letto di notte e al buio dell’abitacolo di un aereo (si dice abitacolo?), in viaggio verso Torino. Racconta del rapporto quasi inesistente tra un padre e un figlio che, per una serie di vicende, si ritrovano a vivere 48 ore insieme a Marsiglia. Non possono dormire e si ritroveranno a rimanere svegli ricucendo un rapporto che è assolutamente inesistente. Antonio, il figlio, lo racconta con il senno di poi, quello di un adulto che rivide la sua adolescenza negli anni ottanta, quello di chi sembra guardare per la prima volta un padre considerato perso. Questo libro è una full immersion nella vita di queste due persone, per un po’ non ti sembra nemmeno di essere a Marsiglia, sebbene le descrizioni mi abbiano fatto sorgere la domanda (perché non ci sono ancora stata?). Sembra invece di essere seduti in poltrona con Antonio e suo padre, di sentire la delicatezza del loro rapporto che si ricostruisce parola dopo parola, gesto dopo gesto, diventando sempre più naturale e sempre meno formale.

Si legge tutto d’un fiato, a meno che non siate lettori pigri come ormai sono diventata io.

(Le tre del mattino/Gianrico Carofiglio/Einaudi/ pp 176/ € 16,50)

Mari

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