L’ultimo concerto


Ciao, sono Mariangela, di libri ne leggo di nuovo parecchi e ho ricominciato ad accettare i suggerimenti.

Fare outing in quest’epoca è fondamentale, quasi come prendere il caffè la mattina, per darsi un tono e per affrontare le cose con la giusta prospettiva.

Scherzi a parte, ho inserito un nuovo libro nella lista di quelli letti, quella che custodisco gelosamente in una moleskine che “guai a chi la tocca”. Si tratta de L’ultimo concerto di Paola Cadelli (L’asino d’oro edizioni), un libro al quale non sarei mai arrivata se non fosse stato per la libraie della libreria Vicolo Stretto che mi hanno chiesto di accompagnare l’autrice durante una delle loro presentazioni letterarie.

Devo fare una confessione. Il libro, nonostante lo avessi ricevuto settimane e settimane prima della presentazione, l’ho letto quasi a ridosso dell’appuntamento. La mia vita in questo periodo è tutto un furriare di palle, grazie a Volley Catania, e la sera capita che io mi senta stanca come se avessi fatto un allenamento con loro, quando in realtà sono stata davanti al computer o al Bookshop. Così, L’ultimo concerto l’ho iniziato due volte di seguito prima di vincere il mio sonno quasi invincibile, ma alla fine ce l’ho fatta. Forza Mari! (si chiama training autogeno questo..o pazzia).

Vi aspettereste da un libro che in copertina ha un pianoforte, di trovare nelle prime pagine alcune note di brani dei Muse? Io non me l’aspettavo proprio come non mi aspettavo una serie di altre cose. La fortuna? Averne potuto discutere direttamente con l’autrice, Paola Cadelli, in una serata che si è presentata quasi come l’inizio del suo libro, ovvero in una serata di una giornata uggiosa e tempestosa.

L’ultimo concerto è un libro corale, i personaggi raccontano e si raccontano e la storia, quella che leggiamo sui libri a scuola, si intreccia alle loro vite diventando quel protagonista in più che da un senso a tutto.

Leonardo è l’uomo che da il La a questo libro che si svolge da un capo all’altro del mondo. Bretagna, Italia, America, dai primi decenni del Secolo scorso ai primi anni di quello in cui viviamo. Un exursus temporale da seguire passo dopo passo. Dicevamo Leonardo, un medico che non ha proprio l’aspetto del dottore. Tatuato con un tatuaggio impossibile da non notare, con una coda di cavallo che racchiude i suoi lunghi capelli lisci e grigi, vive la sua vita alla ricerca di risposte che la scienza può dargli solo se applicata così come ha imparato. Innamorato di Jeanne, una pianista newyorkese incontrata da adolescente, con lei affronterà un viaggio fisico e metafisico alla scoperta non solo dell’amore, ma anche della morte. In questa trama si inseriscono altri personaggi che raccontano il valore dei legami che resistono alle guerre, alla vita, alla lontananza e infine anche alla morte. I grandi accandimenti dell’epoca moderna, scorrono come immagini vivide di brutture che hanno condizionato le nostre esistenze fino ad adesso.

Io, fossi in voi, me lo leggerei!

(L’ultimo concerto/ Paola Cadelli/ L’asino d’oro edizioni/ € 15,00/ pp 300)

Mari

 

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