Mi sono innamorata di Lindbergh e Amstrong


Quando qualche giorno fa ho presentato La sposa yemenita, in occasione del SabirFest, ho avuto modo di immergermi nella bancarella di Orecchio Acerbo, casa editrice che – come sapete – sia io sia Mari amiamo moltissimo. Dico che ho avuto modo di immergermi, perché il piacere di trovarmi fra tanti dei loro titoli non mi capitava da un pezzo… E coasì, oltre ad aver ritrovato titoli recentemente recensiti (anche grazie ai gentili omaggi dell’editore), come per esempio 1945, ho potuto finalmente toccare la loro carta e perdermi nei loro volumi… In particolare ho perso la testa per due dei loro titoli Lindbergh e Amstrong rispettivamente L’avventurosa storia del primo topo che sorvolò l’oceano L’avventurosa storia del primo topo sulla lunaUn unico post per raccontare due titoli, che sono stati racchiusi dall’editore in un unico volume a tiratura limitata (solo 300 copie, oggi esaurite): Le avventure dei topi volanti.

Andiamo in ordine cronologico e partiamo da Lindbergh. Siamo in Germania nel 1912, un tempo pericolosissimo per un topo da biblioteca che vuole trovare modo di emigrare… solo che i gatti sono ovunque a sorvegliare porti e stazioni (e in realtà ci sono anche le civette a sorvegliare i cieli). Così visto che il topolino è molto colto (dopo aver passato tutti quegli anni in biblioteca) decide di mettere in pratica quello che ha visto nei disegni di Leonardo da Vinci e di intraprendere un’impresa che si preannuncia leggenda: sorvolerà l’oceano… Per fortuna, ha a sua disposizione tutto l’occorrente possibile per costruire la sua macchina volante. Con ingranaggi, biglie e tasti di macchine per scrivere cominciano i suoi tentativi (due falliranno miseramente e clamorosamente), ma il topino non si arrende e continua a sperimentare e a perfezionare il proprio prototipo volante che deve condurlo a New York. E il topolino sarà di grande ispirazione per un bambino sognante che guarda i manifesti sui muri della città che immortalano il piccolo topolino volante: il bambino si chiama Charles Lindbergh… E la sua è storia.

 

 

Di pari passo, ma nel 1966, si muove la storia di Amstrong. Perché il primo terrestre a sbarcare ad allunare non fu Amstrong con il suo Apollo 11 nel 1969, ma un topolino amante dei cannocchiali e telescopi che aveva scoperto che la luna non era fatta di formaggio ma di pietra. Solo che nessuno voleva credergli, tranne il vecchio topo del museo che raccontò al giovane topino l’avventura del topo aviatore che aveva sorvolato l’oceano. Ed è così che il topino protagonista di questa avventura ha un’idea, costruire un razzo, dopo studi indefessi su astronomia e propellenti… La NASAe l’FBI tenteranno di impedire li lancio, ma la sua impresa titanica sarà festeggiata da tutti i roditori.

Sempre cronologicamente si è mosso l’autore di questi due incantevoli e preziosi volumi, Torben Kuhlmann, cresciuto – come molti bambini – affascinato dai grandi inventori e col sogno di costruire nel proprio garage una macchina volante, o una macchina del tempo, che ha deciso di rendere protagonisti delle sue storie dei topolini per un gioco di parole (fra le parole topo e pipistrello) e che coi suoi libri ha voluto testimoniare l’importanza del coraggio e della necessità di puntare sempre in alto senza arrendersi mai… Che poi è un po’ la sintesi della storia dell’aviazione.

 

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(LindberghAmstrong di Torben Kuhlmann, Orecchio Acerbo editore, rispettivamente pagg. 96 e 124, euro 19.50 cad.)

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