Persuasione


Partiamo da un presupposto, quando ho deciso di comprarmi Persuasione di Jane Austen non sapevo quanto avrei sofferto per leggerlo. Quando l’ho comprato? Quasi tre anni fa. Quando l’ho letto? L’ho finito la scorsa settimana. E in tutto questo tempo credo di averlo iniziato e iniziato e iniziato un centinaio di volte, senza mai arrivare oltre il primo capitolo. Poi è successo che finalmente, per una congiuntura astrale di quelle giuste, sono riuscita ad organizzarmi un weekend fuori, a Berlino. Ho chiuso la valigia, ho chiuso la borsa e mi sono messa ad aspettare i miei compagni di viaggio, Sara e Federico. Mi sono detta “Io non posso partire senza un libro”, ho quindi cominciato a guardare tutte le cose che mi sarei potuta leggere in tre ore di volo all’andata, tre ore di volo al ritorno e nei momenti di pausa in albergo. Ho preso Persuasione, ma non mi ha “persuaso” subito. L’ho riposato e ho preso un’altra cosa. L’ho ripreso, l’ho messo in borsa e poi l’ho rimesso in libreria, poi ancora una volta ho parlato da sola “ora o mai più”. Cosa c’era di meglio di un posto in aereo per essere obbligata a leggere qualcosa che ho deciso di volere leggere?

Posso dirvi che l’ho finito, ma qualche giorno dopo essere rientrata da Berlino.

Il libro racconta la storia di Anne Elliot, una giovane donna che aveva rifiutato il suo grande amore in giovane età, il Capitano Wentworth. La donna è la figlia di Sir Elliot ed è rimasta orfana di madre da piccola. Ha due sorelle, Elisabeth che gestisce tutti i rapporti sociali, oltre che la casa e la vita del padre, e Mary che ha fatto del pettegolezzo e della lamentela i suoi amici di vita. Non vi sto qui a dire cosa succede nel libro, perché la trama, in buono stile Austen è bella intricata tra personaggi che arrivano e se ne vanno, e tra tutti quelli che hanno uno scopo ben determinato per arrivare fino alla fine. Jane Austen nei suoi libri dimostrava tutto il suo essere sognatrice e sarà che io in questo momento non sono sognatrice, ma non ho apprezzato tantissimo la storia. Probabilmente mi sono forzata ad arrivare fino alla fine. Ma Jane Austen è Jane Austen e sapere che da qualche parte nel mondo, anche solo su un foglio di carta di un libro il bene trionfa sempre è una cosa bella da tenere a mente.

(Persuasione/Jane Austen/l’edizione la potete scegliere voi, ce ne sono diverse per ogni tasca)

Mari

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