Tredici – 13


Non ricordo se vi ho parlato di un’altra passione che coltivo (questa sì) insieme a mio marito Marzio: le serie tv. Una passione che per me è cominciata con 24, e che ho contagiato a mio marito con Fringe. Qualche tempo fa, quando abbiamo sottoscritto l’abbonamento per internet a casa ci hanno regalato un abbonamento a una tv on demand… La cosa ci è piaciuta tanto, tant’è vero che abbiamo deciso di mantenere l’abbonamento (che ha un costo irrisorio e) che ci permette di saziare il desiderio di scoperta relativo ai film e alle serie tv che ci piace guardare, soprattutto, quando sappiamo che è ormai completata e che non dovremo restare con il fiato sospeso in attesa della nuova stagione (ma più in generale anche dell’episodio successivo, aspettando l’appuntamento sulla tv tradizionale).
Questa lunga introduzione perché oggi vi parlo di un libro che mi è tornato in mente, proprio perché ne hanno appena realizzato una serie tv (che non ho ancora guardato, visto che è solo la prima stagione e che ne sarà realizzata almeno un’altra). Si tratta di Tredici (13) di  Jay Asher.

imagesNon possiedo la copia di questo volume che fu tra le mie prime recensioni per il sito della libreria di cui ero proprietaria. Lo scelsi, sapendo che il tema sarebbe stato fonte di “pruvulazzo” (almeno così diremmo da noi a Catania), di un vero e proprio vespaio (per offrire una traduzione elegante e più comprensibile), visto che i temi al centro del romanzo sono il bullismo, il suicidio e la vendetta.

Molto in sintesi, la trama racconta di Clay che al ritorno da scuola trova 13 audiocassette numerate con dello stato blu. Ad averle incise è Hannah Baker, la ragazza di cui era innamorato e che si è suicidata poche settimane prima. Clay ascolterà la volontà di Hannah che ha pianificato un sistema perfetto: vuole avere l’ultima parola sui fatti che l’hanno spinta al suicidio, che l’hanno condotta alla morte. Dentro le cassette ci sono 13 storie, ciascuna legata a una persona che ha dato ad Hanna una ragione per togliersi la vita. Il sistema prevede che ciascun destinatario ascolti le cassette per scoprire quale sia la sua responsabilità e le “passi” al successivo della lista. 13 cassette come 13 è il numero dei colpevoli che Hannah addita come responsabili del suo suicidio (Thirteen reasons why è il titolo originale del romanzo).

E nonostante il mio scetticismo iniziale, il romanzo mi aveva letteralmente travolta. La tensione psicologica sale vertiginosamente. Un thriller avvincente anche se il lettore ne conosce l’epilogo. Coinvolgente per la tecnica narrativa che alterna “l’ascolto delle cassette” (in prima persona) al racconto di Clay (anche questo in prima persona) che cerca di capire perché sia anche lui coinvolto… E il lettore si sente coinvolto proprio come se fosse uno dei personaggi che ascolta le cassette di Hannah perché protagonista di una delle storie che, messe tutte insieme hanno acceso una miccia, hanno dato il via all’effetto valanga che ha spinto la protagonista sulla via della disperazione. Perché tutte le parole hanno un peso (anche quando possono sembrare innocue), soprattutto se sottendono (o manifestano) odio, sberleffo, rabbia, disgusto… E a volte sono talmente pesanti da far pensare a chine è destinatario che non vale la pena vivere, un gesto sconsiderato ed estremo che per Hannah Baker, però, è sembrato l’unica soluzione possibile.

Vi farò sapere della seri Tv, intanto approfitto della riedizione del libro.

Carla

(Tredici di Jay Asher, Mondadori, pag.246, euro 10)

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