Il nome di Diego De Silva, la prima volta, l’ho sentito in radio, credo che fosse Radio Deejay, in occasione della presentazione di quello che era il suo libro più recente “Mia suocera beve“. Il titolo mi aveva subito catturato, mi aveva fatto ridere insieme a quello che raccontava lo stesso autore del suo protagonista,
Nella mia #bookschallenge2015 (che sta andando malissimo) quello di cui vi parlo oggi è il libro di un autore di cui non ho mai letto niente prima, anche se avrebbe potuto essere tante altre cose. Ormai la spunta è andata e non si torna più indietro, ho deciso così. Neanche a dirlo de L’audace colpo
Ve lo avevo detto che ultimamente ho avuto qualche problema a trovare un libro che mi entusiasmasse.
Finalmente abbiamo spezzato la catena, perché negli ultimi week end di mare, i miei vicini di asciugamano, in spiaggia, devono avere pensato di me cose se non belle, almeno strane. Del resto: ridevo da sola, con un libro in mano; dondolavo sorridendo, con un libro in mano; morivo di caldo senza muovermi dal solleone, sfogliando le pagine del libro che tenevo in mano…avete capito il concetto.
Il libro l’ho finito in un giorno speciale: l’ultima domenica d’estate.
Ed è stato il giorno giusto per finirlo, visto che “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea” di Romain Puértolas, Einaudi Editore, era uno di quei libri che avevo comprato per la mia scorta estiva, scorta che ho ufficialmente esaurito. (Questo vuol dire che sono quasi pronta per consegnare la mia lista alla prossima libreria vera, e stavolta si tratta del Monastore di Officine Culturali – DONNA AVVISATA….).