Sono fiera che mio marito Marzio sia diventato un fan di una manifestazione dove, la prima volta, l’ho portato io. Se n’è appassionato al punto da aver deciso di sponsorizzare gli appuntamenti letterario-culinari de Un autore per cena (su questo blog abbiamo parlato tante volte, di questa rassegna organizzata dal Four Points di Sheraton). Se potessi
Oggi ospitiamo una new entry in questo spazio. Si chiama Ilaria Minnelli e, quando le abbiamo chiesto di raccontarci un libro letto che considerasse speciale, non ha avuto dubbi e ha cominciato a scrivere di getto. Lo scorso ottobre mi trovavo in Spagna, precisamente a Madrid per una vacanza post-esami. Ero in aeroporto, in un bookshop
Ve lo avevo detto che ultimamente ho avuto qualche problema a trovare un libro che mi entusiasmasse.
Finalmente abbiamo spezzato la catena, perché negli ultimi week end di mare, i miei vicini di asciugamano, in spiaggia, devono avere pensato di me cose se non belle, almeno strane. Del resto: ridevo da sola, con un libro in mano; dondolavo sorridendo, con un libro in mano; morivo di caldo senza muovermi dal solleone, sfogliando le pagine del libro che tenevo in mano…avete capito il concetto.
Il libro l’ho finito in un giorno speciale: l’ultima domenica d’estate.
Ed è stato il giorno giusto per finirlo, visto che “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea” di Romain Puértolas, Einaudi Editore, era uno di quei libri che avevo comprato per la mia scorta estiva, scorta che ho ufficialmente esaurito. (Questo vuol dire che sono quasi pronta per consegnare la mia lista alla prossima libreria vera, e stavolta si tratta del Monastore di Officine Culturali – DONNA AVVISATA….).