I libri che ci fanno arrivare dalla casa editrice Fratelli Frilli Editori sono una grande risorsa e soprattutto sono una continua scoperta.
Io non avevo ancora iniziato, ma giovedì scorso mi sono armata di buona volontà e soprattutto sono salita su un aereo che mi avrebbe portato fino a Zurigo, dove ho fatto una minivacanza.
In viaggio ho portato tre libri, ma devo ammettere di averne finiti solo due. Del resto erano solo cinque giorni e il numero due mi sembra già un buon numero. O no?
Questo romanzo l’ho letto prima ancora di diventare libraia per bambini. Mia mamma, prima di andare in pensione, era insegnante di lettere in una scuola media di Catania; un giorno, tornò a casa con un romanzo fra le mani che intendeva far leggere ai propri alunni. E io, quatta quatta, me ne sono appropriata e l’ho letto tutto d’un soffio. Ed è stato amore a prima vista.
«Bisogna trattare con cura le parole. Non ripeterle a ogni piè sospinto. Né usarle a casaccio, l’una per l’altra, raccontando bugie. Altrimenti si logorano. E, a volte, è troppo tardi per salvarle».
E’ uno fra i passaggi chiave del romanzo La grammatica è una canzone dolce, di Erik Orsenna. Protagonista indiscussa delle 139 pagine è la parola, senza la quale ciascun uomo sarebbe un deserto.