Partiamo dal presupposto che la definizione di lettura estiva è molto ma molto personale. Detto questo, navigando sui vari social network, stiamo guardando le varie proposte che fanno i diversi portali che si occupano di letteratura e quindi, visto che domani comincia ufficialmente l’estate, in questo venerdì non potevamo non cimentarci sull’argomento.
Come abbiamo fatto l’anno scorso, siamo andate a ripescare tra i libri dei quali vi abbiamo già parlato, per creare un post che possa essere adatto all’argomento.
Viaggiare, per me, è sempre stata l’occasione perfetta per dedicarmi alla lettura. In macchina, in treno, in aereo… qualunque sia il mezzo di trasporto sul quale mi trovi (ovviamente, manco a dirlo, a patto che non sia io a pilotarlo) adoro immergermi nella lettura. Quando ero più piccola, sul sedile posteriore della Lancia beta azzurro cielo di mio papà divoravo libri su libri, mentre raggiungevamo la nostra meta. Con somma preoccupazione di mia madre che mi diceva che a leggere in continuazione, non avrei visto nulla dei posti che stavamo attraversando e che avrei potuto sentirmi male leggendo mentre mio papà macinava chilometri in auto… Ma tant’è che io non scollavo gli occhi dai libri, un po’ perché visitavo comunque destinazioni meravigliose con la mente, un po’ perché – per fortuna – all’epoca non soffrivo di mal d’auto.
Del libro Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni, vi avevamo parlato già qualche mese fa, poi ad un certo punto, entrambe le Matte, ci siamo ritrovate con lo stesso libro sul comodino, La biblioteca perduta dell’alchimista (edizioni Newton&Compton), quello di cui vi parliamo oggi, che altro non è che il seguito del primo libro di Simoni.
“Chi ne parla?” ci siamo chieste una sera? Poi lo stecchino più lungo l’ho pescato io (Mariangela) semplicemente perché, in questa lettura, sono andata più veloce. Non so se Carla lo abbia poi finito e non so quale è il suo pensiero, io posso dirvi il mio e quello che è venuto fuori quando ho chiuso il libro è che il vincitore del 60° Premio Bancarella, non ha fatto il bis al cento per cento. Il libro è certamente un buon libro, ma non all’altezza del primo, dove i protagonisti sembrano quasi personaggi nuovi, rispetto a quelli che erano stati descritti nel primo capitolo della “saga”.
E’ stato in vetta alle classifiche di vendita già a pochi giorni dalla pubblicazione. Ha vinto il premio Bancarella. E’ stato definito «enigmatico come “Il nome della rosa”» e «avvincente come “I pilastri della terra”».
Un esordio letterario entusiasmante quello di Marcello Simoni, autore de “Il mercante di libri maledetti“, un’opera prima che rimarrà nella storia. Stupisce allora che la pubblicazione del romanzo di Simoni (trentacinquenne ferrarese, ex archeologo e oggi bibliotecario) sia arrivata dopo il successo dell’edizione spagnola (nel 2010, “El secreto de los cuatro ángles”, un titolo che – a dire la verità – è meno evocativo, ma più centrato sul romanzo).