Mese impegnativo, quello di maggio, per quanto riguarda le letture e il fatto che io ogni sera prenda un antistaminico non facilita la situazione. Più o meno succede questo: torno a casa, abbraccio il mio libro pronta a spolparmelo, mi metto a letto, prendo un antistaminico, apro il libro…e dormo. E’ uguale tutte le sere. Ma
Oggi non avrei voluto scrivere un post, perché il mio umore è nero come la pece, sarà che è martedì mattina di una settimana in cui il martedì vale quanto il lunedì, solo che questa settimana (visto il ponte dell’Immacolata) vale quattro giorni lavorativi (per il mondo ma non per me) e non cinque come
Quanti di voi hanno un libro nel cassetto pensando che potrebbe essere perfetto per finire tra le grinfie di una blasonatissima casa editrice? Quanti di voi pur di vedere pubblicato il proprio “gioiellino” di scrittura sono scesi a compromessi così tanto da “affidarsi” a quelle case editrici, sicuramente meno blasonate, che propongono contratti dove l’unico a pagare è l’autore?
Anch’io ce l’ho un libro nel cassetto, e forse un giorno lo manderò in giro, lo farò leggere a qualcuno. Oppure no. E magari dirò quello che dice la metà degli scrittori in erba: “Tanto tutti quelli giovani che vengono pubblicati dai grandi sono dei raccomandati”. Oppure no. 🙂
La verità è che in giro ci sono un sacco di storie, alcune sono belle, alcune sono brutte e non sempre tutto quello pubblicato dai Grandi è di qualità.