Forse questo libro mette fine alla mia passione per i libri della Rowling. Sarà che sono diventata grande, sarà che il #marigoesto4ty che da agosto scorso uso sui social significa pur qualcosa. Sarà quello che volete, ma anche se Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald (Salani Editore) l’ho finito praticamente in un fiato, non sono
Un giorno, quando rinascerò e sarò bambina di nuovo imparerò a disegnare (questa cosa del disegno, credo sia la cosa meno probabile di quella detta fino ad adesso), e disegnando darò vita a tutti quei “mostri” belli e divertenti che mi sono sempre passati per la testa. Nel frattempo mi diverto a continuare ad immaginarli, anche
Siamo sempre là, chi lo ha detto che i libri che appartengono alle collane per ragazzi o bambini non vadano bene anche per i grandi? Io sono la presidentessa del club di quelli che dicono il contrario. Anche perché ognuno in un libro ci vede quello che vuole vederci, così se un libro illustrato ad
Il post di oggi si divide in due parti. La prima è il nostro chiacchiericcio, la seconda è il chiacchiericcio di un’altra persona. Per evitare di essere logorroiche come sempre la spieghiamo in parole povere…o almeno ci proviamo.
Già da qualche tempo noi Matte avevamo intenzione di aprire il blog a nuovi arrivi. Insomma fare una sorta di sezione dedicata agli ospiti o, per essere internazionali, una sezione guest che venisse aggiornata di martedì. E finalmente, grazie ad un amico di Officine Culturali, questa sezione la inauguriamo. Lui si chiama Giovanni e fa parte di quella che, senza problemi, definiamo casta di persone che riescono a divorare i libri. Gli abbiamo lasciato carta bianca per il suo primo post e lui, senza saperlo, ha scelto uno dei libri dei quali anche noi avremmo voluto parlare, scritto da un’autrice che, in qualche modo ci ha accompagnato per anni.
Ok, a noi Matte i libri sono sempre piaciuti. C’è stato un momento in cui Carla lavorava in libreria e consigliava libri per bambini mentre io, parlando per lavoro di libri, ho capito di essere innamorata delle favole.
Era un momento in cui tutte e due le Matte, fantasticavamo su quello che potevamo essere “da grandi”, ma nel frattempo ci scambiavamo consigli di lettura. Io avevo per lei storie un pò pulp e dell’horror lei invece dava a me storie dolci e per piccoli adulti 🙂
Così un giorno, quando dopo avere finito di lavorare ho chiesto a Carla “Ma Alice nel Paese delle Meraviglie ce l’hai?”, lei non ha fatto una piega e mi ha consegnato questa versione assicurandomi che le illustrazioni mi avrebbero fatto impazzire.
Sono sempre stata una bambina piuttosto assennata. E non ho mai perso la mia bambola preferita. Non ho mai sofferto questa sorta di “distacco con responsabilità” che vive Elsi, ragazzina protagonista insieme allo scrittore Franz Kafka, del romanzo di cui parliamo oggi: “Kafka e la bambola viaggiatrice” di Jordi Sierra i Fabra. Non ho mai vissuto questo dolore, ma se mi fosse capitato di perdere la mia amica del cuore, la mia confidente segreta e silenziosa, mi sarebbe piaciuto che qualcuno inventasse per me la stessa strategia anti-sofferenza ideata da Kafka per questa bimbetta, pur di vederla smettere di piangere, pur di non sentire quei singhiozzi.