Ed ecco a voi il primo ricordo che mi sono ritrovata fra le mani qualche giorno fa, in quella strana occasione in cui lavoravo da casa e la WiFi, tanto per cambiare è andata in conflitto con il mio Mac e con il mio iPhone generando un incasinamento doppio (visto che subito dopo anche il mio iPhone è andato in conflitto con il mio Mac e per qualche ora sono rimasta totalmente tagliata fuori dal mondo).
Qualche giorno fa – per tutta una serie di motivi che vi risparmio – mi sono trovata a dover lavorare da casa. «Bello», direte. E invece no. Ma facciamo un passo indietro.
Abbiamo iniziato e ora non ci/vi fermerà nessuno! 🙂 Con cosa abbiamo iniziato? Con le nomination dei Matti per le Matte, cioè di quelle persone alle quali sentiamo raccontare di libri così bene che ci piacerebbe leggerli anche sul nostro blog. Qualcuno, in realtà, nelle settimane passate ha già iniziato e ci ha raccontato di
Cos’è questa storia che finite sul nostro blog cercando la fine dei romanzi? No, no, no e no! I libri ve li dovete leggere e prima di questo li dovete comprare, va bene anche farseli prestare. Dove la conservate quella sana dose di fantasia che tanto ci rende particolari? Ok, ora vi spiego il mio
No, non siamo di quelle che stasera andranno in giro vestite da streghe per la notte di Halloween. Non è neanche una festa nostra. Del resto, visto che siamo nate negli Anni Settanta, noi siamo cresciute con un’altra ricorrenza, quella dei Morti. Che poi non è a cavallo tra ottobre e novembre, ma è il
Lo avevamo anticipato con il nostro post che vi ha invitato a prendere parte alla presentazione di giovedì scorso (23 ottobre) al Monastore di Officine Culturali. E siccome, ogni promessa è debito, eccovi la recensione… (e un po’ di racconto dell’incontro con Mariacristina Di Giuseppe).
Forse c’è un po’ di speranza nel mondo se un uomo scrive un libro come quello che ha scritto Sandro Settimj. Diciamolo, forse questo libro non è finito tra le mie mani per caso, ma più probabilmente quando Paolo Fox qualche giorno fa parlava di nuvoloni, ma anche di segni di schiarita, forse si riferiva
“Il distacco da quella parte di sé si faceva sempre più fastidioso per Aria e le lasciava dentro una sorta di vuoto che si allargava pian piano, come una voragine nello stomaco. La ragazza si sentiva comunque prigioniera della quotidianità di quel mondo, percepiva la subordinazione, eppure non sapeva che ricondurla a quelle noiose giornate
Qualche settimana fa, ricevo una mail da Leonardo (anche se io lo chiamo “Dino”, e molti altri lo chiamano “Leon”), un amico-collega di quelli che ti propongono sempre e solo cose belle, di quelli che si divertono a condividere con te “chicche” da comunicati stampa sulle quali ridere a crepapelle. Nella mail, Dino mi proponeva
Qualche giorno fa vi abbiamo spiegato #mattedaleggere, un altro modo per vivere questo spazio tutti insieme. Oggi tocca invece alla newsletter e sicuramente, nelle prossime settimane, vi daremo altre indicazioni per utilizzare al massimo le potenzialità di questo nuovo blog che è stato pensato per rendervi più partecipi. Dall’inizio di dicembre infatti, cominceremo ad utilizzare attivamente