Ebbene sì, stiamo ricominciando e l’appuntamento che dovete segnare sulla vostra agenda è per venerdì pomeriggio (26 settembre 2014), Coro di Notte del Monastero dei Benedettini, ore 17.30.
Per cosa? Per una presentazione che le Matte da Leggere e Officine Culturali hanno organizzato, la prima della lunga serie edizione 2014/2015.
Il nostro ospite sarà Orazio Longo con il suo “Neanche a dirlo era bellissima – Corti di Carta“, Efesto Edizioni. Sarà una presentazione speciale.
Oggi però non vi racconteremo del libro, o almeno non vi diremo totalmente di cosa si tratta, ma solo di quello che significa per noi questo appuntamento. Del libro vi racconteremo durante l’incontro di venerdì e poi in un post successivo.
Come sapete una di noi Matte da Leggere, io C per essere precisi (e a beneficio di chi ci segue da poco tempo), ho sviluppato nei miei anni da libraia una passione estrema per quelli che amiamo definire “libri al quadrato“. A seguito di questa mania, ne è nata una (conseguente) attrazione per l’acquisto coatto di tutti quei volumi che portano in copertina le parole “libro/i”, “biblioteca/che”, “libreria/e”… etc. etc.
Questo è uno di quei libri che ci avete mandato voi che siete un po’ scrittori e un po’ lettori. Alle letture di questi libri abbiamo dedicato parte della nostra estate e per questo, adesso, siamo pronte a raccontarvene uno ogni settimana, come avevamo promesso qualche tempo fa.
Ce li siamo divisi più o meno equamente tra di noi. Come? A morra cinese 🙂
Visto che i libri che sono arrivati sono davvero tanti, alcuni li abbiamo scelti in base ai nostri gusti personali, altri invece ce li siamo divisi lanciando pietra, carta e forbice.
Oggi sul nostro blog ospitiamo Giuliana Furnò, un’amica di Karma Communication, l’agenzia di comunicazioni che noi Matte gestiamo quando non leggiamo. Ci racconta uno dei libri che i Fratelli Frilli Editori ci hanno spedito nelle scorse settimane.
Nei giorni che per un po’ mi hanno tenuta lontana da Karma Communication è stato un “karma libro” (per fortuna) a tenermi compagnia.
“Giuliana perché non prendi in prestito uno dei libri che i Fratelli Frilli Editori ci hanno gentilmente fornito?, disse una delle Matte, “perché no?”, risposi io, “con piacere!”. Con tanto di sguardo attento e inquisitorio avevo cominciato a dare un’occhiata al cumulo di libri adagiati sulla scrivania ed uno di loro aveva attirato subito la mia attenzione: “Il dentista. Delitti alle sette chiese” di Roberto Carboni. Forse un po’ troppo impegnativa come lettura estiva, avrebbe pensato qualcuno, non io però.
No, non è il titolo di un libro. Sapete che una di noi ha la mania delle statistiche. Quella sono io, M. Qualche giorno fa, giovedì per l’esattezza, sono andata a guardarmi qualcosina e, ad un certo punto, dando un’occhiata la mappa dei luoghi dai quali provengono i nostri lettori ho visto che guardando a destra
Credo di avere un problema molto grosso e chiedo l’aiuto di chi ci segue.
Ho urgente bisogno di bei suggerimenti di libri da leggere, perché ultimamente non riesco a trovare niente che, alla fine della lettura, mi faccia esclamare “ma che figata” oppure “è già finito?” o ancora “ho la sindrome da abbandono”. Perché niente, o quasi, di quello che leggo mi entusiasma.
In un primo momento pensavo di avere chissà quale problema personale che faceva si che io non apprezzassi quello che mi capitava tra le mani, poi ne ho parlato con uno “specialista” di libri e questa persona mi ha detto che la sua caccia a libri belli è diventata sempre più difficile.
La mia pila di libri dunque stenta a scalare, perché per finirne uno ci metto molto più del previsto e nel frattempo di libri me ne vengono regalati, suggeriti, inviati via mail etc etc etc…insomma se fossi una persona scurrile e boccaccesca scrivere “sono fottuta”, ma io non sono una persona scurrile e boccaccesca e scrivo “avrò un bel lavoro da fare”…e forse mi iscriverò ad un gruppo d’ascolto 🙂
Incontrare e conoscere Giuseppina Norcia è stata una vera e propria rivelazione. In realtà che fosse una tipa interessante lo avevo capito già dal libro… Perché un titolo così particolare non può essere altro che il parto di una persona speciale. Ma nel caso di Giuseppina Norcia le mie aspettative sono state disattese… Nel senso che (cosa non solo strana, ma anche rara) sono risultate inferiori a quanto Giuseppina Norcia nell’arco di mezzo pomeriggio insieme ha saputo darmi, mostrarmi, raccontarmi, dirmi di lei e della sua Siracusa. Il tutto senza autocelebrarsi, autoincensarsi…