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Dylan Dog 480 – Giù nel sottomondo

Esatto, qui non parlo di un libro, ma di un fumetto. Dylan Dog l’ho letto per anni. Ero in piena adolescenza quando lo vidi per la prima volta tra le mani di una ragazzina più piccola di me che abitava nel mio stesso palazzo. Con qualche soldino comprai la mia prima copia, che onestamente oggi Continua

Un’accorciata a Dylan

Mio fratello Antonio sarà felice di sapere che ho (finalmente) cominciato a dare quella che noi siciliani chiameremmo un’accuzzatina (vale a dire un’accorciata, una sfoltita) all’altissima pila di Dylan Dog che mi ha prestato e che ho sapientemente accumulato sulla testiera del letto, senza avere mai il tempo di leggerli. Non che ci voglia molto Continua

Dylan Dog, uno “Spazio Profondo” da comprendere

Sono una dylaniata dilaniata, perché sabato scorso ho comprato il nuovo Dylan Dog, domenica l’ho letto e ora non so che pensare.

A distanza di 28 anni dalla sua prima uscita, l’eroe di Tiziano Sclavi, cambia tutto o quasi al suo numero 337.

La buona notizia è che il nuovo albo, Spazio Profondo, è a colori, cosa che succede una volta ogni mille mai e che dunque fa sempre piacere, la brutta notizia è che secondo me a cambiare l’uomo dei fumetti che ho amato forse stanno esagerando.  Continua

City Hunter

Questo manga l’ho scoperto grazie a mio fratello Antonio, anche lui divoratore di fumetti e mio iniziatore di genere. Ho cominciato a leggere fumetti quando ero piccolissima. Topolino, il Corriere dei Piccoli (anche le raccolte che mio papà aveva fatto da ragazzo), Snoopy (una rivista settimanale che uscì verso la fine degli Anni 80 e fino a metà degli Anni 90),  le strisce dei Peanuts, le strisce di Mafalda, Asterix; poi, più grandicella, le altre strisce di Quino, gli Sturmtruppen, e i Dylan Dog che leggevo di nascosto (perché mio fratello temeva che io potessi impressionarmi troppo), i vari supereroi della Marvel… E poi ancora (questa volta spacciati dal mio amico Edy) Ratman, Alita, Sandman… Continua

Dylan Dog

Avevo circa 13 anni quando ho incontrato per la prima volta questo figo pazzesco in jeans, camicia rossa, giacca nera e un alone di mistero che lo rendeva ancora più affascinante. Da allora di anni ne sono passati 21 e, per tutto questo tempo, il tizio figo l’ho incontrato 12 volte l’anno, per ogni anno. Insomma, facendo un rapido conto, quello che emerge è che l’ho incontrato un sacco di volte.

Sto parlando di Dylan Dog, il personaggio costruito da Tiziano Sclavi, che arriva in edicola con la Sergio Bonelli Editore.

Se vi sembra che Dylan assomigli vagamente all’attore Rupert Everett sappiate che è esattamente a lui che si sono ispirati quando Tiziano Sclavi ha cominciato a pensare a questo investigatore dell’incubo che si muoveva tra le vie di Londra, vivendo al numero 7 di Craven Road. Continua

Io sono leggenda

Partiamo dal fatto che per me è stato un libro cult sin da quando il mio amico Edy (il mio spacciatore di favole e fumetti all’università) me lo consigliò… Molto prima che ne venisse tratto l’omonimo adattamento cinematografico interpretato da Will Smith. Ho scoperto a distanza di molto tempo che nella biblioteca casalinga c’era già una copia del libro, da quando mio cugino Angelo aveva deciso di farne omaggio a mio fratello Antonio (ma all’epoca ero troppo piccola perché qualcuno immaginasse che un romanzo horror-fantascientifico, scritto nel 1954 da Richard Matheson, potesse interessarmi o avvincermi… E soprattutto – a mio avviso – temevano potesse terrorizzarmi). Continua