Tredicesimo libro dell’anno. Prima di cominciare con il libro, facciamo una considerazione sul numero tredici, visto che si è palesato così, senza nemmeno essere invitato. Per alcuni porta sfortuna, per altri fortuna. Io, se devo sedermi a un tavolo apparecchiato per tredici persone, qualche domanda me la faccio ancora prima di accomodarmi. È forse l’unica
Lo volevo comprare, e non me lo sono comprato, e allora …Che Dio perdona tutti di Pif (Feltrinelli), me lo sono fatto prestare. In realtà, avere detto di non averlo comprato è una mezza bugia, perché di comprarlo l’ho comprato, è stato il regalo di Natale che ho fatto a mia madre, uno dei due
Questo è uno di quei libri che metto nella lista di quelli strani. Comprato almeno un paio d’anni fa (in realtà forse molto di più), L’isola sotto al mare di Isabel Allende (Feltrinelli), ha viaggiato nella mia borsa del mare dall’inizio di giugno fino a qualche giorno fa. Ho trovato complicatissimo finirlo, innanzitutto perché a
Il libro di oggi ha un primato: è il primo che ho letto da un posto che mi piacerà un sacco e di cui vi parlerò di più! Il libro dei segreti di Salwa Al-Neimi (Feltrinelli) è il primo libro che leggo dalla mia “nuova sala di lettura personale”, che poi è in una casa,
Nell’appuntamento dei Matti per le Matte torna un’amica incontrata sui social, Rosa Susi, che qualche settimana fa ci aveva parlato di un libro di Virginia Woolf. Fino a un anno e mezzo fa, lungo il corso di Lanciano, c’era una bella libreria, dico bella nel senso che era grande, e che potevi sentirti libero
Oggi non vi parlo di un libro, ma dell’emozione che ho provato, sabato mattina, quando sono andata a comprare dei libri.
Ok, sono tornata alla Feltrinelli, anche perché avevo accumulato un buon sa sessanta euro e quando l’ho scoperto ho letteralmente gongolato.
Non c’era in programma di acquistare libri a strettissimo giro, anche perché i libri costano troppi soldi, non c’è niente da fare, e se una persona va in libreria con una lista lunga una pagina intera rischia di danneggiare gravemente il proprio conto corrente.
Quindi quando ho scoperto di avere un budget di partenza di 60 euro, gratis, non potevo che esserne felice.
L’amore dura tre anni, di Frederic Beigbeder (Feltrinelli), potrei averlo comprato anche tre anni fa. Non ricordo. So di averlo scelto perché il titolo mi era sembrato abbastanza verosimile, anche se io, senza neanche averlo aperto, un libro del genere ( o almeno del genere che pensavo) all’epoca lo avrei titolato L’amore dura quattro anni. Punti di vista, evidentemente.
E’ stato uno di quei libri comprati, iniziati, riposti, riaperti, ricominciati, posati ancora una volta, dimenticati, sentiti nominare (perché nel frattempo ho anche evitato di vedere il film), ritrovati e ri-ricominciati. C’è un po’ di Francia ultimamente nell’aria (vedi Pennac, tra le altre cose) e allora visto che questo era un libro francese ho deciso che dovevo arrivare fino in fondo. Ed è stata la volta buona.
Ogni tanto ci vuole. Mica si possono leggere sempre libri più o meno seri. Ogni tanto, soprattutto il week end, le giovin signore come me (è bello quando mi do della giovin signora), devono leggere un libro di quelli alla fine dei quali potere dire “si anche io un giorno avrò quel maschio figo, muscoloso, che fa esattamente tutto quello che io vorrei che facesse, e quel maschio figo sarà il mio principe azzurro, e sempre quel maschio figo, non farà mai qualcosa che possa in qualche modo darmi fastidio e, sempre quel maschio figo che si rasa nei giorni giusti della settimana, non farà che farmi complimenti e farmi sentire speciale e io probabilmente non dovrò fare altro che sorridergli, sospirando di felicità alla sola idea di lui” :).
Certo, finito questo libro si passa a quello successivo (che, sarà stato un caso, è L’amore dura tre anni, ihihihih).
Ma veniamo al libro che ho finito lo scorso fine settimana. Il titolo è Il club delle cattive ragazze di Sophie Hart (Feltrinelli), titolo originale The Naughty Girls Book Club.