Le Matte da leggere sono liete di invitarvi a un nuovo appuntamento letterario organizzato di concerto con Officine Culturali, all’interno dell’ex Monastero dei Benedettini, oggi sede della facoltà di Lettere e filosofia dell’Ateneo catanese. Mettete in agenda un impegno improrogabile per mercoledì 18 alle 18. Anche perché questa volta l’appuntamento ha una formula diversa, tutta da scoprire.
Ho fatto il contrario rispetto a quello che vorrebbe la buona creanza: prima ho visto il film, poi ho comprato i libri.
Nello specifico ho visto il primo film, Hunger Games, almeno tre o quattro volte, perché capita che di notte i film vengano ripetuti per mesi. Poi ho saputo che al cinema usciva La Ragazza di fuoco (che per la cronaca non ho ancora visto) e quindi sono andata in libreria a cercare i libri di tutta la saga.
Prima di andare avanti spezzo una lancia a favore delle piccole librerie che molto spesso evitiamo per infilarci dentro supermercati del libro, dove di librai non c’è neanche l’ombra.
A Catania ci sono librerie grandi e piccole. Ovviamente le seconde, in quanto a sconti, e certamente anche per varietà, non possono competere con le grandi, cosa che succede immagino in molte librerie italiane. Non voglio generalizzare, ma sono sicura che in una delle meravigliose botteghe della fantasia nascoste tra le stradelle catanesi non sareste mai stati protagonisti di questa discussione.
Discussione in ufficio tra me e C:
M: Ho comprato l’ultimo libro di Bridget Jones e ho scoperto che ha 51 anni, hanno fatto un trucco con il tempo.
C: E’ chiaro, al massimo quanti anni dovrebbe avere Bridget? Quaranta?
M: Quaranta, non di più. Del resto io il libro l’ho letto dieci anni fa.
C: Mmmm anch’io.
M: Controlliamo su Wikipedia?
Queste sono le cose che ti cambiano la giornata. Perché quando siamo andate su Wikipedia abbiamo scoperto che il libro risale al 1995 e non al 2003, come invece ci sarebbe piaciuto e gli anni che sono passati non sono dieci, ma diciotto OMG.
Una botta dura da digerire, che però ci ha fatto ridere un sacco della nostra situazione di over trentenni che continuano a vivere la sindrome di Peter Pan.
Come sapete, fra le due Matte ce n’è una che legge in digitale e una no. Da qualche giorno anche la seconda Matta da Leggere si è convertita (non completamente) ai lettori digitali. Come sapete, non avrei mai pensato di potermi ascrivere al questa categoria, sia perché detesto i monitor retroilluminati (la stanchezza oculare che ne deriva durante la lettura è insormontabile), sia perché il piacere che mi regala il profumo e la tattilità della carta fresca di stampa (o di un libro antico, recuperato dallo scaffale) è incalcolabile. Ma tant’è…
E’ il mio libro da record dell’anno. Un record negativo, sappiatelo, o #sapevatelo, come scrivono gli amici twittomani.
I record sono due:
1) Per finirlo ci ho messo tipo due mesi e il libro, nella versione ebook, non ha più di 330 pagine (poche dunque);
2) E’ stato il libro che mi ha provocato più ferite 🙂 Vengo e mi spiego: se la storia che state leggendo non vi appassiona e leggete sempre di notte e state leggendo su un iPad e se dopo avere letto tre pagine, e dico tre, sistematicamente vi addormentate e se quell’iPad vi casca sulla faccia (fatte salve le volte in cui l’iPad è precipitato direttamente sul pavimento), il vostro naso non potrà che uscirne male.
Ok! Forse sto diventando monotematica, ma l’apertura al mondo di Neil Gaiman mi ha segnata profondamente e vorrei conquistare anche voi, raccontandovi tutte le emozioni che ho vissuto leggendo le sue pagine, le sue storie.
Quindi, oggi è la volta di “Nessun Dove” un altro dei romanzi che Edy mi ha consigliato di leggere (prima me lo ha prestato, poi l’ho amato così tanto che l’ho comprato e infine gli ho regalato un’edizione contenente alcune parti del romanzo che nella prima edizione erano state tagliate).
Si tratta del secondo romanzo di Neil Gaiman che ho preteso di avere sul mio scaffale personalissimo. Neanche il tempo di entrare in libreria e nell’osservare il banco con le novità lo vedo là, campeggiare in bella mostra: “Coraline” di Neil Gaiman. E ad attrarmi, oltre all’autore col quale come avete capito è stato amore alla prima lettura, è stata la copertina magnificamente inquietante di Dave McKean.
Il romanzo ha vinto due premi letterari (il Premio Hugo e il Premio Nebula), ma ha anche avuto numerose “traduzione”, sarebbe meglio dire adattamenti, in linguaggi differenti da quello del fumetto a quello cinematografico, passando per una sintesi edulcorata destinata a un albo illustrato da Chris Riddel. Tutte redazioni che per un motivo o per un altro meritano di essere apprezzate.
Eccoci giunte alla nuova presentazione delle Matte dal Leggere fuori dal blog. Venerdì 29 novembre alle 18, ci troverete – come di consueto per il nostro appuntamento mensile – al Monastore, il bookshop di Officine culturali interno al Monastero dei Benedettini sede della facoltà di Lettere e filosofia dell’Ateneo catanese. Venerdì sarà l’occasione per chiacchierare e bere un the insieme alla giornalista e pop artist Elvira Seminara che ci racconterà del suo “La penultima fine del mondo” (edizioni Nottetempo).
Provate a indovinare chi mi ha fatto conoscere questo romanzo?
Ok, non era difficile… Il mio amico Edy, altrimenti noto come spacciatore di favole e fumetti. Ma Edy ha fatto più che farmi conoscere un semplice romanzo (che in realtà io avevo già comprato in edizione economica insieme alla mia mamma, nella libreria che poi sarebbe diventata la mia, proprio perché Edy mi aveva fatto apprezzare l’autore attraverso Sandman). Edy ha scelto per me, come regalo di compleanno, una fantastica edizione illustrata da Charles Vess.
Visto che le Matte, in questo periodo sono abbastanza “fumettose”, questo romanzo mi sembra perfetto. Un romanzo, questa volta, ma che ci permette in qualche modo di restare in tema.