Mettendo ordine fra le cose di casa che sto trasferendo dalla vecchia casa dei miei genitori, alla vecchia casa di mio fratello (che a breve sarà la casa dove andrò a vivere con mio marito Marzio), mi è capitato di ritrovare alcune poesie, ma anche racconti e abbozzi di romanzi che avevo cominciato a scrivere e che non ho mai finito. Mio padre mi dice sempre che dovrei scrivere un libro per aver voglia di tacere, di tanto in tanto… Perché in quelle pagine potrei dire tutto – ma proprio tutto – quello che ho da dire su una questione, senza essere interrotta. Preferisco non soffermarmi sui commenti scherzosi di mio papà circa la mia logorrea cronica, preferisco invece restare sul tema scrittura.
Come avrete capito, questa settimana, noi Matte abbiamo deciso di ripescare un’altra grande e forte passione condivisa. Anche io – come vi ha spiegato M – sono una dylaniata doc, da quando seduta su una chaise long di pelle nera in camera di mio fratello maggiore (e assolutamente di nascosto da lui che temeva potessi
Avevo circa 13 anni quando ho incontrato per la prima volta questo figo pazzesco in jeans, camicia rossa, giacca nera e un alone di mistero che lo rendeva ancora più affascinante. Da allora di anni ne sono passati 21 e, per tutto questo tempo, il tizio figo l’ho incontrato 12 volte l’anno, per ogni anno. Insomma, facendo un rapido conto, quello che emerge è che l’ho incontrato un sacco di volte.
Sto parlando di Dylan Dog, il personaggio costruito da Tiziano Sclavi, che arriva in edicola con la Sergio Bonelli Editore.
Se vi sembra che Dylan assomigli vagamente all’attore Rupert Everett sappiate che è esattamente a lui che si sono ispirati quando Tiziano Sclavi ha cominciato a pensare a questo investigatore dell’incubo che si muoveva tra le vie di Londra, vivendo al numero 7 di Craven Road.
Ed eccoci giunte al momento del resoconto sull’incontro di venerdì scorso al Monastore di Officine culturali, con Samantha Viva. Sapevamo che l’argomento al centro dell’appuntamento si sarebbe potuto prestare ad un interessante e dinamico dibattito e così è stato, grazie anche alla partecipazione di una rappresentanza della comunità afghana a Catania che ha portato il racconto della propria esperienza.
Samantha, collega e amica delle Matte, ha cominciato a raccontare la propria esperienza partendo dal Master che l’ha iniziata alla vita da inviata in area di crisi: «Durante il corso – ha spiegato – ci hanno insegnato di tutto, compreso come avremmo dovuto comportarci se fossimo stati presi prigionieri. E’ stato lì che molti colleghi hanno capito che questo genere di vita non faceva per loro». Il master, organizzato dalla Fondazione “Maria Grazia Cutuli” Onlus, ma realizzato in collaborazione con molti altri enti fra cui anche l’Università Tor Vergata di Roma, i Ministeri della Difesa e degli Esteri, la Protezione civile, la Croce Rossa italiana.
Benritrovati! E scusate se siamo indietro di qualche post… Il fatto è che queste ultime due settimane ci hanno viste impegnate in molti progetti fra cui anche quello di cui vi parliamo oggi (ma ci sono anche molte sorprese ancora in nuce per essere raccontate).
Girellando su internet mi sono imbattuta in una gallery fotografica proposta da Tg Com24 che alle Matte è piaciuta un sacco.
E’ la top ten delle biblioteche più belle e affascinanti del mondo e abbiamo deciso di condividerla con voi… Aggiungendo, però, un nostro sicilianissimo outsider che non riusciamo a tener fuori da questa disamina.
La biblioteca fuori classifica è la Ursino-Recupero di Catania che ha sede all’interno del Monastero dei Benedettini, oggi sede della Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università etnea.
Borsa presa, chiavi della macchina pure! Ansia da ritardo? Presente 🙂
Che è successo? Ieri pomeriggio i nostri amici di Officine Culturali festeggiavano un’occasione specialissima. Appuntamento 18.30 al Monastero dei Benedettini. A quell’ora una Matta impaginava un giornale, che fra qualche giorno sarà in distribuzione, l’altra in ufficio batteva freneticamente i tasti della tastiera del suo pc per scrivere le ultime cose.
Proprio la seconda Matta alle 18.25 cominciava la conta delle cose di cui sopra per partire alla volta del Monastero inviando un messaggio ad una delle “benedettine” (Claudia): “Lo fate un quarto d’ora di ritardo accademico, no?” risposta della benedettina “Ma proprio accademico!”.
La mia pila di libri comincia a rimpicciolirsi, è evidente. 🙂
Sto mantenendo la promessa di mantenermi alla larga da qualunque libreria fino a quando non avrò finito di leggere tutto quello che già possiedo e, per lo stesso motivo, non chiederò nulla allo spacciatore di libri.
L’ultimo libro che ho riposto in libreria (dove ormai non c’è più spazio) è Joyland di Stephen King, Sperling & Kupfer. Ci ho messo pochissimi giorni, perché stavolta la lettura mi ha preso parecchio.
Quando ero poco più che un’adolescente, andava di moda fare delle compilation su audiocassetta e regalarle ai fidanzati/fidanzate, amici/amiche… Livio (di cui ho cominciato a raccontarvi nello scorso post) attraversava la fase in cui faceva il dj alle feste di compleanno (anche al mio 18°!!!), si muoveva con un piccolo stereo, un milione di cd e le sue scelte musicali erano ricercate e bellissime. Livio mi preparava delle cassette per farmi scoprire gli artisti che pescava qua e là, e anche il nostro amico Alex faceva lo stesso. Una abitudine anche di Nick Hornby che ha affermato: «Un paio di volte all’anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un’altra. Ma c’è sempre, e non vedo l’ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta».