Categoria: Romanzo

Il piantagrane

Questo libro l’ho comprato l’anno scorso, durante l’ultimo appuntamento di una rassegna di incontri con l’autore che mi piace un sacco e che si chiama “Un autore per cena”. Il titolo del cartellone di appuntamenti gioca sul “mangiarsi” l’autore e sul condividere con lui una cena che viene pianificata a tema, in base all’argomento del romanzo, alle pietanze che vengono degustate nel libro (se ce ne sono) alla provenienza dello scrittore stesso… E normalmente, visto che lo chef è un vero e proprio mito si mangia davvero da Dio. Il romanzo in questione è Il piantagrane, di Marco Presta. Continua

Caro George Clooney, puoi sposare la mamma?

Partiamo dal presupposto che se avessi una figlia così generosa da fare diventare il suo unico desiderio un obiettivo da realizzare e se quell’obiettivo fosse davvero George Clooney, beh io quella figlia la adorerei 🙂

Caro George Clooney, puoi sposare la mamma? è un libro scritto da Nielsen Susin e arrivato in Italia nella collana Il Castoro Bambini edizioni Il Castoro.

Come vi ho detto un bel po’ di volte mi piace leggere anche i libri per i più piccoli, in questo caso per le più piccole, perché questo romanzetto, che io mi sono spolpata su una spiaggia di Marsala qualche giorno prima di Ferragosto, è un libro per donnine, perfetto per la young adult che c’è in me.  Continua

Dark Shadow

Se siete donne ditemi che il film con Jonny Depp lo avete visto. E anche se siete uomini ditemi la stessa cosa, perchè i film di Tim Burton vale sempre la pena andare a vederli.

Una precisazione. Solitamente dopo avere letto un libro resisto moltissimo alla tentazione di andare a vedere la sua trasposizione cinematografica, per paura della delusione. Molto, ma molto, raramente capita che dopo avere visto un film io vada a comprare il libro con lo stesso titolo.

Stavolta è successo, perchè comunque il libro in questione “Dark Shadows – La maledizione di Angelique” di Lara Parker è un altro modo di conoscere una storia che in molti hanno amato. Continua

Il buio oltre la siepe

Spuntando la lista della biblioteca delle menzogne, mi sono accorta di non aver mai recensito uno fra i miei libri preferiti, da sempre e per sempre: Il buio oltre la siepe di Harper Lee. In realtà, da ragazzina, ancor prima di leggere il libro avevo visto prima il film (1962) tratto dal romanzo, vincitore di tre premi oscar, con un magnifico Gregory Peck nel ruolo dell’avvocato antirazzista Atticus Finch. Avevo 11 anni e ricordo quel giorno come se fosse ieri. Avevo già visto Indovina chi viene a cena, ma l’impatto con la realtà raccontata nel film (e poi del libro) fu ancora più forte, quasi violento. C’erano alcuni passaggi della storia che non avevo capito, così la mia mamma andò verso la libreria e con mano sicura infilò una mano fra gli scaffali e pescò un libro copertina bianca e rossa e un’ immagine stilizzata. Mi disse di leggerlo e di chiederle tutto quello che non mi fosse stato chiaro. Ed è stato così che ho scoperto davvero il significato di xenofobia. Continua

Q

Ci sono post e post su questo blog e alcuni sono dedicati: questo è uno di quelli.

C’è una ragazza, tanto carina, con una passione smodata per i gufetti, che a volte sembra un cartone animato, innamorata della storia, ma non di tutta la storia, di una storia in particolare, quella del Monastero dei Benedettini di Catania. Giusto per chiarirvi le cose: fin qui ho parlato di una persona che esiste davvero e non della trama di Q, Luther Blissett, Einaudi, di cui voglio raccontarvi oggi.

Pur nella sua estrema sicurezza Claudia è un essere a metà tra un elfo e un monaco ( di quelli vissuti, naturalmente, tra le mura del Monastero), da un lato perché si muove leggera e ha un arco (lo possiamo dire) dall’altro perché quando racconta la storia del Monastero, per lavoro, i suoi occhi sembrano vedere le cose di cui sta parlando. Quindi io mi sono convinta che quelle cose lei le abbia viste davvero, creando un passaggio da un secolo ad un altro e andando a spiare quei monaci che, anche se ormai decisamente stecchiti, tengono tanto impegnati Officine Culturali e non solo.

Che cosa c’entra Claudia con Q? C’entra!!! Continua

Storia di una ladra di libri

C’era una volta in  Italia un libro dal titolo La bambina che salvava i libri, poi arrivarono le leggi di mercato e il titolo diventò Storia di una ladra di libri. Di certo il titolo in inglese è The Book Thief quindi in questo caso il ravvedimento è servito per tornare al titolo originale.

Il romanzo risale al 2005 e a scriverlo è stato Markus Zusak, l’edizione italiana (con entrambi i titoli) si deve a Frassinelli.

Anche in questo caso, come è già capitato con altri libri, questa lettura mi è venuta in mente dopo avere visto un film al cinema. In sala ci sono stata diversi mesi fa con Gabriele e mi ricordo che di essere risalita in macchina con una bella pesantezza nello stomaco con la certezza di avere visto qualcosa di bello, che però doveva essere approfondito.  Continua

Non buttiamoci giù

Oggi, ho scelto di raccontarvi di questo libro, perché il titolo è l’invito che voglio accogliere in me… Per far sì che queste ultime settimane – prima delle tante agognate ferie – siano meno faticose. Sono un po’ avvilita in questi giorni, anche a causa di un superlavoro nel quale mi sono infilata con estrema leggerezza… Ma che adesso mi sta facendo desiderare di aver risposto diversamente alla proposta fattami un paio di mesi fa. Ma tant’è. Al momento potrei solo piangermi addosso, cosa che – detto con franchezza – non fa per niente parte del mio stile di vita. Quindi, transeat. E veniamo al libro. Continua

Il mondo di Sofia

Ho ricominciato a dare una sistemata a quella che all’atto si è trasformata in una “stanza degli orrori“. Non avendo ancora acquistato le scaffalature necessarie a trasformare questo spazio, nella mia personalissima biblioteca, infatti, questa stanza si è riempita di scatoloni, di buste, di aggeggi elettronici vari montati in catafalchi precari (opera di mio marito Marzio)… Insomma, la biblioteca allo stato attuale degli atti, è diventata il luogo dove nascondiamo tutto il nostro disordine. Così, se Marzio o io rientriamo a casa con oggetti da sistemare,  non sapendo – in realtà – dove metterli, li “appoggiamo temporaneamente” nella stanzetta, dove ora si riesce a entrare a fatica. Gli ultimi ingressi, sabato mattina, quando Marzio è rientrato dalla nostra vecchia casa di Pozzillo con tutta una serie di armamenti che ci sarebbero serviti la sera, per il nostro concerto. Già, perché voi non lo sapete, ma io canto insieme a Marzio (che suona la batteria) in una band goliardico-demenziale che si chiama Stipsy King. Ma veniamo al libro. Continua

Sogno di una notte di mezz’estate

Il titolo è pretenzioso, la recensione non lo sarà. Non intendo certo mettermi a confronto con emeriti critici letterari che hanno detto di tutto sull’opera in questione. Certo è che mentre stamattina ero in ufficio, in cerca di un grande libro da suggerire, ho fatto la domanda ad alta voce. E Giuliana, la nostra new entry, la nostra stagiaire, ha cominciato a fare un elenco di libri che avrebbe voluto trovare fra le pagine delle Matte da Leggere. Alcuni non andavano bene, altri li avevamo già recensiti (ma non è che lei può avere il nostro archivio in testa, giusto?)…. Poi a un certo punto esclama “Otello!”. E io dico: «Mi piace», ma poi aggiungo «Non te ne viene in mente qualcuno più leggerino… più estivo?». E lei (senza scomporsi): «Sogno di una notte di mezz’estate…?!?». Ed io: «Magnifico!». E dunque adesso eccomi qui a vedere di condividere con voi le emozioni che ho provato leggendo Sogno di una notte di mezz’estate di William Shakespeare. Mentre Giuliana sorrideva… Non so ancora se ridesse perché era contenta di avermi dato un suggerimento felice… O perché io ho dimostrato troppo entusiasmo nell’accogliere l’idea. Ma poco importa 🙂

Mentre scrivo, Giuliana è davanti a me (seria e silenziosa) e ancora non sa che è entrata a far parte del mondo Matto delle Matte 🙂 Continua

Sirena. Mezzo pesante in movimento

Il romanzo di cui vi parlo oggi, mi è stato riportato alla mente non da una riesumazione dagli scatoloni del trasloco (che comunque continuano a campeggiare in bella vista in quella che ormai Marzio ed io – e forse anche Silvia, la signora che mi aiuta con le faccende domestiche) chiamiamo la stanza degli orrori… Ma da una puntata di “La tredicesima ora“, il programma di Carlo Lucarelli in onda il 13 giugno scorso su Rai Tre, in cui veniva ricostruita la storia di Lucia Annibali, la giovane donna che nell’aprile del 2013 è stata sfigurata con l’acido da due uomini, su ordine del suo ex compagno e che oggi è simbolo per tutte quelle donne che si ribellano alla violenza maschile (che troppo spesso finisce con quello che oggi si chiama “femminicidio”). Continua

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