I ponti di Madison County


Nell’appuntamento dei Matti per le Matte torna un’amica incontrata sui social, Rosa Susi, che qualche settimana fa ci aveva parlato di un libro di Virginia Woolf. 

 

Fino a un anno e mezzo fa, lungo il corso di Lanciano, c’era una bella libreria, dico bella nel senso che era grande, e che potevi sentirti libero di girarla in pace, per tutto il tempo che volevi, senza sentirti addosso la sensazione delle occhiate dei librai, libero di fare con calma tutte le scoperte desiderabili tra le sezioni Mondadori e Feltrinelli.

Era una domenica sera quando, per caso, di scoperta ne ho fatta una piacevolissima, assolutamente inattesa. Non so come l’occhio mi sia caduto proprio lì, tra le tavolate dei best-sellers, su una minuta edizione Sperling & Kupfer color pergamena de … I ponti di Madison County. Giuro che nel giro di mezzo secondo mi si sono illuminati due occhioni a cuoricini. Ma, ahimè, subito dopo ho avuto modo di calcolare una certa percentuale di delusione direttamente proporzionale al numero di pagine che mi si presentava davanti: okay Mr Waller, come hai intenzione di cavartela con questa splendida storia in meno di duecento pagine?

In effetti, per me, la storia di questa scoperta, anzi, meglio, di questo incontro non cominciava con un libro, e non cominciava con quella domenica sera, ma a casa mia, parecchi anni prima, sulla seconda mensola più in alto (che per me e mio fratello è la mensola di mamma, con i titoli di classici anni ’60-’90) della mia piccola videoteca personale, con il film. Ma attualmente ha conquistato il ripiano più in basso (il nostro) e si contende nella mia hit parade il primo posto con Jane Eyre di Zeffirelli.

A dirvela tutta, adesso, dopo averlo letto per la seconda volta, ho scoperto che mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di leggere questo libro senza averlo già amato mille e mille volte nei volti terribilmente credibili di Meryl Streep e Clint Eastwood, che qui ha decisamente smesso i panni del pistolero dei film di Sergio Leone, anche se qualcosa del cowboy gli rimane addosso e non è affatto una pecca: guarda caso, è proprio così che si definisce Robert Kincaid, scrittore-fotografo, che, a bordo del suo furgoncino Harry, arriva nella Madison County, pensando di essere lì per un servizio sui ponti coperti, salvo poi imbattersi nella donna della sua vita, Francesca Johnson, e scoprire che in tutti quegli anni non avevano fatto altro che avvicinarsi l’uno all’altra. Sì, sembra proprio come nella canzone di Sleeping at last, Turning page: “I’ve waited a hundred years, but I’ll wait a million more for you” (neanche a dirlo, Robert James Waller, nella pagina iniziale, scrive di questa storia definendola una canzone). Ma il loro amore trova davvero, appena il tempo di una canzone, di un ballo mentre la radio da Autumn leaves: Francesca è sposata, ha due figli, e vive in una cittadina dalla mentalità limitata che con le chiacchiere farebbe a pezzi la sua famiglia, la famiglia che ha imparato ad amare, dopotutto, di un “amore tranquillo” (come dice lei stessa). E così quando lei, in macchina col marito, a un incrocio, si trova il furgoncino di lui davanti … accidenti, vorresti urlarle: “Spingila, spingi quella cavolo di maniglia!”. Ma lei non lo fa. Nel film saranno al massimo quindici secondi, solo quindici secondi, ma sono i quindici secondi più lunghi della storia del cinema. Se ci penso adesso, dietro la cinepresa (ma non solo), Clint Eastwood ha fatto un lavoro straordinario, un capolavoro in effetti, perché nel libro Francesca quei secondi li vive davvero al rallentatore.

Eppure, ciò che rimane di quell’amore è tutto: è ciò che salva la vita di entrambi, ciò che, nonostante tutto, li tiene legati, ciò che permette a Francesca di accettare quella vita semplice, fatta di piccole cose. Qualcosa di cui persino ai figli di lei non può sfuggire il significato, qualcosa … come una piuma, una fragile piuma che mette in ginocchio i regni più potenti (“like a feather, bringing kingdoms to their knees”, Turning page).

(I ponti di Madison County/Robert James Waller/Sperling & Kupfer Economica/174 pagine/euro 8,50)

Rosa Susi

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