
Ciao sono qui, dove mi ritrovo ogni tanto quando leggo qualcosa che mi entusiasma. L’ultima volta era stata più di un anno fa…era il 2023.
Da allora qualcosa l’ho letta, ma davvero poca roba. Forse nel 2024 sono stati 3 o 4 libri…e a rileggere questa frase potrei anche avere esagerato con i numeri.
La scorsa notte di Natale mio cugino mi ha regalato un libro, che ho accolto come accolgo tutti i libri che mi sono stati regalati negli anni: male, malissimo. Perché, perchè non ero stata io a scegliere.
La copertina di Regina Rossa ( Juan Gòmez-Jurado/Fazi editore) non mi diceva niente, per di più c’era scritto che dal libro era stata tratta una serie di successo, argomento da cui voglio affrancarmi un po’ perché negli ultimi anni ho davvero esagerato. Insomma, odio a prima vista. Il mio “coinquilino” mi ha suggerito di dare a questo libro una possibilità: grazie mille coinquilino.
Il libro l’ho finito più o meno in una settimana, levando tempo alla televisione e, in qualche caso, anche al lavoro, sentendomi molto più che orgogliosa per questo.
Veniamo al libro. Partiamo dal presupposto che non è una novità editoriale, ma risale al 2021, almeno per l’Italia. Si tratta del primo capitolo di una trilogia, che non so se leggerò fino alla fine. I protagonisti sono Jon Gutierrez, un investigatore, e Antonia Scott, quella che viene presentata come la donna più intelligente del mondo. I due, che non hanno proprio niente in comune, si ritrovano insieme per risolvere un caso in cui la polizia non riesce, complice il fatto che chi ci sta dietro è un vero e proprio ideatore di trappole, ne mette insieme una dietro l’altra. E’ un gioco di scacchi, e bisogna prevedere le mosse dell’avversario per potere pensare di vincere e risolvere l’arcano.
La trama è bella che incalzante, forse troppo in alcune fasi, e ci sono dei salti pindarici che forse possono apparire un po’ troppo forzati, ma il romanzo è scritto bene e fila che è un piacere e io non vedevo l’ora di arrivare alla fine. Insomma, prendi una come me che non legge da tantissimo tempo, le metti in mano questo libro, e riesci nell’impossibile, la fai arrivare fino alla fine.
Mio cugino l’ho ringraziato ahahaha
NB: scrivendo qui dentro, in questo Matte da Leggere, mi è sembrato di entrare in una casa vuota, abbandonata, da cui le inquiline si sono portate via anche i mobili, e ho sentito rimbombare il suono delle mie dita sui tasti, ma mi è anche sembrato di entrare in un luogo familiare, che è comunque casa, un posto che ogni anno, ad ogni rinnovo di dominio non voglio mai abbandonare.
Mari
