
Dodicesimo libro dell’anno.
Intanto posso dire di avere realizzato almeno uno dei desideri che avevo riposto nella scatola a fine 2024. Considerato che negli ultimi dieci anni forse non ero riuscita a leggere nemmeno dieci libri, questo per me è un grande successo. Il libro numero 12 è La lunga marcia di Stephen King (Pickwick).
Il romanzo è uscito nel 1979, ben 46 anni fa. Quando ho scoperto questa data ho pensato: “King è sempre un genio”. In questo libriccino ci sono temi che sarebbero diventati attualissimi solo negli ultimi vent’anni: distopia, reality, perdita di valori nell’adolescenza, voyerismo agli eccessi. Tutto era già lì, in quelle pagine che King pubblicò con lo pseudonimo di Richard Bachman, per testare cosa sarebbe accaduto senza la “forza” del suo nome. Nel libro, tra l’altro, è spiegata anche questa scelta e il confronto tra i risultati ottenuti a firma King e quelli a firma Bachman. Geniale due volte.
La trama è semplice e crudele. In questa realtà distopica ogni anno si tiene una marcia a cui partecipano 100 ragazzi. Solo uno sarà il vincitore e potrà realizzare tutti i suoi sogni. Il problema è che la marcia ha un inizio, ma non si sa quando finirà. Chiunque ceda verrà “congedato”, che in realtà significa giustiziato con una pallottola alla testa.
Lo stile è diretto, essenziale, ma pieno di messaggi. Sembra un Hunger Games ante litteram, scritto decenni prima: ragazzi costretti a sfidarsi fino all’ultimo per sopravvivere. Mors tua, vita mea. La maggior parte di loro non dà alcun valore alla propria vita, altri lo riscoprono strada facendo, altri ancora inseguono obiettivi che però falliscono. E ci sono gli spettatori: gente che osserva questa marcia al massacro con lo stesso atteggiamento con cui oggi certi “leoni da tastiera” aspettano sul web una storia da distruggere.
È come se King, quasi mezzo secolo fa, avesse previsto il nostro presente: quello che emerge è la radicale individualità dei personaggi.
L’ho acquistato online, visto che in libreria non era disponibile. Poco dopo ho scoperto che sicuramente il romanzo tornerà presto in nuove edizioni: a metà settembre uscirà al cinema la trasposizione americana. Sono curiosissima di vedere come renderanno in pellicola questa assurdità visionaria di King.
Un’ultima nota: La lunga marcia è stato il primo romanzo scritto da King, quando era ancora al primo anno di università. Lo tenne nel cassetto per anni. Sarebbe stato un sacrilegio non leggerlo.
(La lunga marcia / Stephen King / Pickwick / pp. 284 / €12,90)
Mari
