
Sesto libro dell’anno.
Direi che stiamo galoppando più che trottando, soprattutto considerando che, nel momento in cui scrivo (più o meno a metà aprile), ho già altro per le mani. Incredibile, direbbe la me di qualche mese fa, troppo presa da serie televisive e stanchezza di fine giornata.
L’Ospite di Stephenie Meyer (Rizzoli) lo avevo conservato per il momento in cui avrei avuto un lettore digitale. E visto che quest’anno è arrivato il Kindle, non poteva esserci occasione migliore. Da quanti anni ce l’avevo lì? Dieci, forse anche di più. All’epoca ero reduce dalla serie Twilight, letta e riletta in italiano e in inglese, e l’idea di un altro libro della stessa autrice mi attirava tantissimo. Solo che, allora, leggere senza pagine da sfogliare non mi convinceva poi così tanto.
Questa volta ero pronta.
L’ho iniziato in volo verso Valencia, durante un viaggio breve ma super intenso con il mio coinquilino, che lì ha vissuto per anni e voleva farmi scoprire le Fallas (spero che il nome di questa festa si scriva così). Quindi, tra una passeggiata e l’altra, tra costruzioni coloratissime, una città che mi ha davvero colpita e cibo di cui avrei voluto mangiarne ancora di più, sono andata avanti con la lettura. È un libro lungo e per finirlo ci ho messo qualche settimana, e come al solito in queste occasioni ho faticato soprattutto all’inizio. Nel frattempo, tornata a casa, ho iniziato anche altro, ma come sempre sul finale ho dato lo sprint.
La storia, volendo trovare un collegamento con Twilight, ha qualcosa che richiama le atmosfere “non umane” già viste con i vampiri, ma qui siamo su tutt’altro piano. Una specie aliena, quella delle Anime, invade la Terra impossessandosi dei corpi umani. Viandante è una di loro e prende possesso del corpo di Melanie, una ragazza che fa parte di un gruppo di sopravvissuti.
Ma qualcosa non va come previsto.
Viandante non riesce a cancellare del tutto Melanie. Continua a sentire i suoi ricordi, le sue emozioni, il suo amore per Jared e per il fratello Jamie. E proprio questo legame la porterà a cercare gli umani, avvicinandosi sempre di più a loro, fino a mettere in discussione tutto quello che credeva di sapere.
Una lettura carina, niente di trascendentale, ma sono contenta di averla finalmente recuperata e portata fino alla fine.
Nota di colore: anni fa avevo visto il film e, come spesso succede con le storie distopiche, mi era piaciuto. Però, per quello che ricordo, il libro è molto, molto meglio. Si percepisce davvero il rapporto tra l’ospite e la “proprietaria” del corpo, cosa che sullo schermo arriva solo in parte.
(L’Ospite / Stephenie Meyer / Rizzoli / pp. 591 / € 13,00)
Mari
