Abbiamo già avuto modo di presentare una fra le ultime fatiche letterarie (“Ho il tuo numero”) di Sophie Kinsella, l’alias di Madeleine Wickham. Lo abbiamo fatto per suggerirvi una lettura leggera, da poter fare un po’ ovunque, perfetta sotto l’ombrellone o se si è in cerca di una storia divertente, con punte ironiche, ma si desidera la garanzia di un racconto umoristico non banale o ritrito. E i suoi, sono proprio libri sfiziosi e non melensi… Una ricetta perfettamente bilanciata, tanto da essere divenuta la firma più nota e apprezzata di un intero genere letterario: il “chick lit” (ossia la letterature per ragazze, da “chick” – termine informale per ragazza, letteralmente “pollastrella” – e “lit” – abbreviazione per “literature”), dedicato a un pubblico di donne giovani, single e in carriera.
Il fatto che questo sia un capitolo primo è perché credo che il tema meriti di essere approfondito (magari da suggerimenti che vorrete dare per discutere di altre comparazioni). Già, perché questo è un dilemma che affligge tutti, lettori e non: meglio il libro o il film? Nella massima parte dei casi ci si sente rispondere: “Il libro”. Questo per svariati motivi, a partire dalle scelte di registi e sceneggiatori di cosa far vedere di un libro (sempre troppo lungo per poter essere raccontato per intero), fino a questioni “estetiche”: chi realizza un film, infatti sceglie un attore che dà volto ai personaggi che popolano le pagine dei libri, ma la scelta non può accontentare la fervida immaginazione di un popolo di lettori che immergendosi nel racconto vedono con la mente i loro beniamini e vagheggiano e fantasticano sulle loro caratteristiche e peculiarità.
Le Matte, insieme, hanno delle storie da raccontare. Di storie ce ne sono sempre di nuove, perché passando un sacco di tempo insieme è chiaro che esperienze se ne fanno, e tante. E insieme, le Matte, hanno anche storie che riguardano i libri. Quella di oggi, in particolare, è la mia l’introduzione all’ultimo libro che ho letto, Il Mago di Oz di L. Frank Baum nell’edizione di Ed.it.
C’è stato un tempo in cui una delle Matte faceva la libraria di libri per bambini. Oggi quella Matta, Carla, fa un po’ più la giornalista, ma la passione per i libri e per i bambini è sempre con lei. Così un giorno, prima del nostro caffè, ho visto nell’ufficio di suo marito, Marzio, una busta piena di libri coloratissimi e lei me ne ha regalato uno.
Probabilmente questo post sarebbe stato più indicato nelle vicinanze di San Valentino. Ma tant’è… che in questi giorni non riesco a pensare ad altro tema. Non so perché. Forse il motivo è legato al fatto che anche recenti fatti di cronaca politica mostrano sempre più la naturale tendenza dell’uomo verso l’individualismo, e poiché credo che per poter “praticare” l’amore sia necessario essere educati a questo sentimento… Ho pensato che una mini rassegna di titoli a tema possa essere interessante per tutti.
Ho troppi libri per le mani in questo momento.
Uno lo leggo a mare (e non è che ci stia andando proprio tantissimo quest’estate), uno lo leggo dopo pranzo (e non è che abbia tutto questo tempo per riposare ultimamente), uno lo tengo nella borsa del maneggio (un posto dove al massimo si leggono gli ordini di partenza delle gare), uno lo tengo nella borsa (e ancora non l’ho neanche iniziato), uno lo tengo sul comodino (è lì da almeno un anno e mi manca sempre l’ultimo maledetto capitolo) e uno lo leggo sull’iPad (perfetto per le letture notturne).
Ed è proprio quest’ultimo che ha vinto e che, stanotte, intorno all’una, è stato contrassegnato come “libro letto”.
La quarta di copertina di questo libro recita: “Non giudicare un libro dalla copertina/Non giudicare una persona dalla faccia”.
Semplice, no?
Era il libro perfetto per me. Messo là, in libreria, di lato, senza che sul suo scaffale avesse la giusta attenzione. Ma il libro mi ha attirato, lo stesso, per due ordini di motivi. Il primo motivo neanche sto qui a spiegarvelo perché ormai lo sapete che mi faccio abbindolare dalle copertine, e questa, nonostante l’avvertimento e la semplicità, secondo me è davvero bella. Il secondo motivo è che il libro si trovava in uno spazio dedicato alle letture per ragazzi, io ho letto la seconda di copertina e ho pensato che era un libro che mi sarebbe piaciuto un sacco. E così l’ho comprato.
Ve lo avevo detto che la saga mi era piaciuta, così sono andata in libreria e ho comprato il libro numero due di The Familiars. Il nuovo titolo è Il segreto della corona (Newton Compton Editori).
Per andare a fare un ripasso, vi ho messo il link al vecchio post.
Oggi, per iniziare la settimana, posso dirvi la trama del nuovo capitolo della Saga.
I tre famigli, Aldwyn, il gatto, Skylar, la Ghiandaia, Gilbert, la raganella, devono difendere l’intero regno di Vastia da una minaccia grandissima. La perfida Paksahara, la lepre che ha tradito la regina Loranella, vuole evocare un esercito di non vivi per spazzare via tutti gli umani e quanti animali vorranno difenderli. Intanto la lepre ha privato della magia tutti gli umani, rendendo per loro quasi impossibile difendersi dagli attacchi che verranno.
Il mondo del fumetto offre un panorama immenso dal quale la cinematografia ha pescato (e continua a pescare) a piene mani. Noi Matte abbiamo deciso di fare un primo tuffo in questo mondo. Cominciamo?