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Matte da leggere
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Giufà il semplice

Il 14/09/2015 da Matte

Vi abbiamo già parlato di Giufà in precedenti occasioni: la presentazione e il laboratorio di “La banda dei Giufà” di Carlo Carzan illustrato da Lucia Scuderi. Ma quando Emilio Barbera, l’editore di Euno (una casa editrice di cui abbiamo cominciato a raccontarvi per la presentazione di “Monologhi di una caffettiera“, di Lia Alibrandi) il baule dei miei ricordi si è spalancato e ci ho messo un po’ per decidermi a infilarci dentro la testa e raccontare anche io.

Emilio Barbera lo conosco da quando era l’editor di Città Aperta edizioni, una casa editrice che oggi non esiste più ma con la quale, al tempo in cui ero libraia abbiamo organizzato moltissime occasioni di incontro. E fra le numerose persone fantastiche che Emilio Barbera mi ha presentato ci sono anche i due protagonisti di “Giufà il Semplice“, il libro di cui sto per parlarvi oggi, scritto da Sara Favarò e illustrato da Fuad Aziz.

Sara Favarò è poetessa, cuntastorie, interprete della musica popolare tradizionale siciliana, ma anche ricercatrice delle tradizioni popolari e antropologiche, attrice e autrice anche di romanzi e saggi sociale che da molto tempo collabora con le scuole su questi argomenti e sul tema della legalità. Fuad Aziz è illustratore, pittore, scultore, favolista… Insomma, un uomo che ha dedicato la sua vita all’arte a 360°. Le sue origini sono nel Kurdistan iracheno, ma vive a Firenze da oltre 30 anni dove opera anche all’interno delle scuole con un progetto sui temi dell’educazione interculturale al racconto. Perché la penna, la matita e il pennello di Fuad sono poesia pura e non a caso è stato definito l’artista della pace.
9788897085133_0_250_0_75Era il maggio del 2011 e io stavo per portare a compimento quella che sarebbe stata la mia ultima edizione di “Millecunti. Festival nazionale dei bambini, dei ragazzi e dei sentimenti sociali”. E in programma, su suggerimento di Emilio, avevamo inserito Sara Favarò con i suoi racconti dedicati a Giufà con i bambini del Circolo didattico di Zafferana Etnea, con i bambini della Scuola Diaz di Catania e poi da noi in libreria. E rispetto al 2011, l’edizione di “Giufà il semplice” si è arricchita di nuovi racconti, perché l’intento di Sara è anche quello di salvare dall’oblio della memoria questi racconti della tradizione del bacino del Mediterraneo che altrimenti rischiano di andare persi per sempre.

“Giufà il semplice” raccoglie 35 racconti dedicati a Giufà, divisi in 5 sezioni: “I cunti ricercati“, “Giufaniàte e fatti veri“, “Jeha e Mula Nasradin ovvero Giufà in Oriente“, “Giufà raccontato a scuola“, “Giufà pubblicato“. Nell’introduzione Sara Favarò ricorda la sua infanzia dove i cunti dedicati a Giufà raccontavano di un irresponsabile combinaguai che “di tanto in tanto veniva colto da insolita furbizia, dovuta più alla casualità degli eventi che a una caratteristica intrinseca”, ma spiega anche di aver scoperto in età adulta “un Giufà furbo… dotato di imprevedibili guizzi di genialità”.
Ma come dicevamo prima, Sara é una ricercatrice e quindi ci spiega anche delle tante facce di Giufà in giro per il Mediterraneo, partendo proprio da una citazione di Fuad, tratta da “Kurdistan le antiche città tra i monti” (Sinnos, 2005), dove l’illustratore della pace racconta delle storie che suo nonno materno raccontava intorno alla stufa a petrolio su Mula Nasradin, per poi passare alle citazioni di Giuseppe Pitrè che nel 1875 spiegava i tanti nomi che Giufà prende viaggiando di Paese in Paese. Giucà, Giuzà, Giuvali, Giucca, Giokà, Jeha, Giuhà, Goha, Nasreddin Hodja, Nasreddin Hoca, Gihane, Nasratin Hogea, Nastradin, Giaffah… Da Trapani alla Calabria, dalla Toscana a Roma, passando per l’Egitto, i racconti in lingua ebraica e araba, l’Algeria, il Marocco, la Turchia, la Romania, la Grecia, la ex Iugoslavia, la Sardegna…
E quindi spiega le cinque sezioni che compongono la raccolta: le nuove storie che gli anziani hanno raccontato a Sara, le storie vere – basate quindi su fatti realmente accaduti – dove il protagonista ha assunto per via delle sue caratterstiche il nome di Giufà, la sezione dedicata alla tradizione araba (di origini marocchine e curde, per come Fuad le ha raccontate a Sara), la sezione con i racconti raccolti dai bambini del c.d. di Zafferana Etnea e i primi cunti che Sara aveva già pubblicato.
Insomma, tanto anzi tantissimo Giufà da leggere ad alta voce ai vostri bambini o da rileggere con gli occhi della memoria cercando di ripescare il ricordo di come una o più di queste storie antiche sono state raccontate alle vostre orecchie quando eravate dei bambini.
Il libro, infine, ha il pregio di essere scritto in italiano e in siciliano (fatta eccezione per la sezione di Giufà in Oriente, che è solo in italiano). Una meraviglia.
Grazie Emilio, grazie Sara e grazie Fuad 😀
Carla
(Giufà il semplice di Sara Favarò, illustrato da Fuad Aziz, pagg. 183, Euno edizioni, euro 10)

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