
Primissimo libro del 2026.
Ho cominciato subito alla grande, ed è stato tutto merito della mia amica Roberta, che mi ha regalato questo libro, e di queste vacanze di Natale, che mi hanno regalato un sacco di tempo libero: quello giusto per leggere bene e divertirmi anche.
Lo ammetto: alla vista del pacchetto della libreria il mio naso interno si è storto, sempre per quella strana idea del cavolo che i libri regalati non mi devono piacere. Poi però l’ho aperto, ci sono entrata senza pensarci troppo e mi sono bacchettata mentalmente le mani per quel secondo di scarso entusiasmo, per fortuna rimasto tutto dentro.
Lezioni di chimica di Bonnie Garmus (BUR Rizzoli) è un libro divertente, profondo, ironico, dolce, reale, contemporaneo. E soprattutto è un libro femminista senza risultare mai forzato o fuori contesto.
La storia è quella di Elizabeth Zott, giovane scienziata nell’America degli anni Cinquanta/Sessanta. È una chimica, è preparata, è appassionata. Ma questo non basta, in una società in cui comandano gli uomini e dove c’è pochissimo spazio per le donne che non scelgono la “carriera” da casalinghe. In laboratorio incontra Calvin Evans, un genio della chimica: tra loro l’alchimia è al massimo e si innamorano totalmente. Ma il destino non si fa scrupoli a mettere i bastoni tra le ruote e Elizabeth si ritrova madre, single, senza un lavoro.
È a quel punto che entra in scena Walter, che le propone una trasmissione televisiva di cucina. Lei accetta, ma la trasforma in tutt’altro: non ricette e sorrisi di circostanza, ma una di quelle che definiremmo lezioni a distanza, un modo per parlare alle donne che non ci stanno a restare chiuse dentro il ruolo assegnato, in un periodo in cui gli unici a indossare i pantaloni sono gli uomini e le donne che lo fanno vengono guardate malissimo. Così l’acqua viene chiamata H2O, il sale clorulo di sodio e ogni ingrediente, viene scandagliato fino alla sua più piccola molecola.
Io ho riso tantissimo. Elizabeth, a volte, sembra davvero calata da un altro pianeta per quanto è diretta e rigorosa nel modo in cui dice le cose, come se non avesse mai imparato l’arte di addolcire la pillola. Eppure, proprio così, mette in moto una piccola rivoluzione culturale: donne che, guardandola, cominciano a capire che esiste altro oltre la propria cucina.
I personaggi sono tutti riusciti: oltre a lei ci sono Mad, la figlia; Harriet, la vicina di casa; Walter, il produttore. E poi Seiemezza, un cane che conosce quasi mille parole (io mi sono chiesta quante ne sappia Newton: a dieci ci arrivo sicuro, e in mezzo ci metto “pappa”).
Quanto è tosta Elizabeth Zott? Tantissimo. È un personaggio che mi è piaciuto un sacco e l’autrice, con una penna davvero bella, ha trattato il tema della parità di genere in modo intelligente e mai banale.
Se state facendo la lista dei libri da leggere nel 2026 vale la pena aggiungere una riga.
(Lezioni di chimica / Bonnie Garmus / BUR Rizzoli / pp. 464 / € 19,00)
Mari
