
Sedicesimo libro dell’anno.
Non succedeva da una vita che prendessi un libro in mano e rimanessi incollata sulle pagine per due giorni consecutivi, con la voglia di arrivare fino alla fine per scoprire cosa ci fosse dietro ad una storia.
E’ successo con l’Isola degli Inganni di Maria Elisa Aloisi (Mondadori), un libro scelto dal Drink Book Club per essere una delle due letture estive insieme a Platone. Storia di un amore, di cui ho già parlato su queste pagine.
Eh sì, dopo le fatiche di Platone, questa è stata una vera e propria boccata d’aria fresca.
Dico che ci ho messo due giorni perché, se guardo il calendario, devo segnare due giornate diverse, un sabato e una domenica, però a guardare le ore non sono andata oltre le 36. Un vero e proprio record, che mi ha riportato ai bei tempi, quando di libri ogni mese ne leggevo anche sei o sette, se non addirittura di più. Quando rimanevo sveglia fino a tarda notte per arrivare fino alla fine e magari, con il mio iPad, se era il caso, cercavo già il libro successivo di una saga per non perdere il ritmo nemmeno un secondo.
Se mi è piaciuto? Direi proprio di sì.
Del resto gli ingredienti giusti c’erano tutti. E’ un giallo, che rimane una delle mie generi preferiti, ad indagare è una donna, nella quale mi sono molto riconosciuta, ed è ambientato in Sicilia, in quella Sicilia che io conosco bene.
Perché, se il delitto avviene a Filicudi, una delle isole Eolie dove io non sono mai stata, ahimè, il resto ha luogo tutto nella mia città, Catania, con nomi e indirizzi esatti dei luoghi in cui si svolgono i fatti.
A scriverlo poi è un’autrice siciliana che, lo ammetto, io non conoscevo nemmeno per sogno, che ha avuto la gentilezza di mettersi a disposizione per una chiacchierata nel corso del nostro book club. Così tra un drink e un altro, abbiamo preso il telefono, abbiamo chiamato l’autrice e, come si fa con un’amica, ci siamo passate il telefono una dopo l’altra, raccontandole le nostre impressioni e quello che ci era piaciuto del suo libro.
Nota: fino alla sera del book club, un paio di lunedì fa, in un tardissimo pomeriggio di settembre, non sapevo che i personaggi della Aloisi, che ho incontrato sulle pagine de L’isola degli inganni, esistevano già in altri libri. Punto in più. Intanto perchè non mi sono sentita smarrita nemmeno per un attimo, anche non sapendo ci fosse qualche capitolo prima, e adesso penso, perché no, di andare a recuperare una di quelle letture.
Andiamo alla storia. Ilia Moncada è un’avvocatessa catanese che si ritrova insieme all’amica a Filicudi. Una ragazza scompare e, poco dopo, il suo corpo viene ritrovato tra i flutti.
E’ proprio vero che le isole hanno insito un alone di mistero incredibile, se si parla poi di quelle che per collocazione sono lontane dalla terra ferma in modo particolare, ecco che le regole sono diverse da quelle del resto del mondo. A Filicudi poi, sembra quasi di non essere in Sicilia, ma in una terra a sè con un senso di inquetitudine che arriva dal momento in cui si mette il primo piede sull’isola.
Un’altra cosa che ho apprezzato?
La tecnologia c’è, perché siamo ai tempi moderni, ed è normale che ci siano i cellulari e che questi comunque in qualche modo entrino anche nell’indagine, ma non è prepotente. Rimane tutto molto umano, quell’umano che forse cerchiamo tutti un po’, soprattutto quando ci ritroviamo a svagarci leggendo qualche pagina di libro.
Il ritmo, del resto, è molto buono e l’intreccio funziona, tanto da mantenere sempre viva la curiosità di chi legge fino alla fine. Insomma, promosso.
E grazie ancora Elisa, per averci dedicato un po’ del tuo tempo quella sera di settembre ed essere stata con noi, anche se attraverso un telefono.
Mari
(L’isola degli inganni/Maria Elisa Aloisi/Mondadori/pp 324/ 18,00 €)
