
Quattordicesimo e ultimo libro del 2025.
Eh sì: sono riuscita a portare a casa questo buon proposito per l’anno che è appena passato. E ne ho già messo uno simile, leggermente migliorativo, nella scatola che aprirò sul finire del 2026. Nel frattempo continuo a essere indecisa sul Kindle, perché portarsi dietro i libri – soprattutto quando si sale su un aereo – non è più così pratico, tra peso e problemi di spazio.
Veniamo al libro: Scene da una domesticazione (Edizioni SUR), di Camila Sosa Villada.
L’ho scelto in un attimo di disperazione, con due pensieri molto semplici in testa: “voglio un libro breve” e “guarda che bella questa copertina”. L’ho portato a casa senza nemmeno leggere la trama. E mi è andata bene.
Questo libro racconta la storia di una famiglia contemporanea: persone che decidono di costruire insieme qualcosa partendo da un’unica realtà, quella dettata dall’amore e dalla voglia di stare insieme.
La protagonista è un’attrice trans famosissima in Argentina che, insieme al marito (gay, super affascinante), decide prima di sposarsi e poi di adottare un bambino. Ma non un bambino qualunque: uno che nessuno ha voluto, perché già grande e, soprattutto, perché sieropositivo.
I nomi non ci sono. Lei è la madre, lui è l’avvocato, il bambino è il figlio. Questa scelta rende difficile concentrarsi sulle persone più che sui ruoli: le identità contano tantissimo, ma qui diventano anche “funzioni”, come se fossero etichette da indossare ogni giorno dentro casa.
È una famiglia borghese, che abita in un appartamento bellissimo, che non si fa mancare nulla. Eppure il senso di fragilità è onnipresente, perché quella facciata così ben costruita sembra poter crollare da un momento all’altro. E poi, oltre all’amore, ci sono la gelosia e il risentimento. Soprattutto verso figure fondamentali come la madre e il padre dell’attrice, che sembrano custodire i segreti di un passato che lei, invece, prova a seppellire.
Tanta fisicità, tanta passione. Un libro che per me è un sì, ma che non mi sento di consigliare a tutti. La scrittura è super fluida ed è una di quelle letture per le quali bastano pochi, ma intensi, momenti dedicati.
Nota a margine su SUR, casa editrice specializzata in letteratura latinoamericana e angloamericana. Negli anni mi ci sono avvicinata con timore, almeno per la parte latinoamericana, ma ogni volta che ho preso un loro libro mi ha davvero catapultata in un mondo lontano da noi, tutto da scoprire. Ci passerò più spesso.
(Scene da una domesticazione / Camila Sosa Villada / Edizioni SUR / € 18,50 / pp. 264)
Mari
