C’è una storia più di tutte che in qualche modo è stata ricorrente nelle mia adolescenza ed è quella di Rossella O’Hara e della sua Tara. Ovviamente ho visto prima il film e poi ho letto i libri, perché dovevo in qualche modo capire cosa sarebbe successo dopo quel “Domani è un altro giorno”.
Il mondo si fermava dentro casa quando la programmazione della tv diceva che Rhett e Rossella sarebbero apparsi, avevo comprato la videocassetta e non facevo che inserirla nel VHS per vedere e rivedere quella storia che mi faceva impazzire, amavo Rhett, mi sentivo un po’ Rossella, non potevo neanche vedere Ashley per quanto era inutile e Melania era così buona che non poteva che farmi antipatia. Poi da piccola lettrice ho chiesto di potere avere accesso alla libreria che mia madre aveva messo su con sua sorella nella casa dei miei nonni, piena di libri che a me sembravano centenari, ma belli belli belli.
Tra questi c’era anche Via col vento, in una versione che vi sfido a trovare e che profumava di carta che aveva riposato un bel po’ di anni in una libreria. Un odore buonissimo che ancora mi ricordo al solo pensiero. Fatto sta che cominciai a leggere.
Anche io, nella giornata Mondiale del libro e del diritto d’autore mi sono regalata un libro. Un libro di uno scrittore che mi è sempre piaciuto sin dalla sua opera prima che mi regalò la mia amica Sandrocchia, quando ufficializzai l’intenzione di iscrivermi alla facoltà di Lettere e filosofia.
Si fa festa oggi su questo blog. E del resto non potrebbe essere diversamente visto che oggi si celebra la Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore.
Prima di tutto ho una domanda. Sono solo io, con questo computer ciofeka, che non vedo un doodle carino su Google, o stavolta Google ha toppato e ha dato fondo a tutta la creatività per il doodle della Giornata Mondiale della Terra che si è celebrata ieri? Se è colpa del computer ciofeka vi prego di inviarmi la foto del doodle perché sono troppo curiosa, se invece è colpa di Google, beh allora arrabbiatevi insieme a me!
Saranno state tutte le meditazioni su uomini e donne. Saranno stati i commenti di amici e marito. Oppure altre riflessioni… Francamente non so dire. Sta di fatto che dopo gli ultimi post, ho cominciato a ripensare a romanzi che ho amato con tutta me stessa e che mi hanno fatto scoprire cosa significa “eroe romantico”.
Se siete d’accordo avrei deciso di restare sul tema “differenze fra uomini e donne” per presentarvi tre albi, meravigliosamente illustrati da Vittoria Facchini, dedicati proprio alla scoperta del corpo, alle differenze di genere e dei falsi miti: “I maschi non mi piacciono perché“, “Le femmine non mi piacciono perché” e “Pisellini e farfalline, sono più belli i maschi o le bambine?“.
Questo post nasce dal fatto che mio marito Marzio è appena partito per Milano. Niente di strano, visto che è in corso il Salone del Mobile che, considerato il suo lavoro, per lui – ogni anno – è un appuntamento imperdibile. Niente di strano, fatta eccezione per il fatto che Marzio ha fatto la valigia. E anche qui, direte voi, «Che c’è di strano? Se uno parte, deve preparare la valigia».
Settimana di presentazioni questa, per le Matte da Leggere e per Officine Culturali.
E’ passato un po’ più di un mese da quando ci siamo sedute con i nostri amici del Monastero dei Benedettini per raccontarvi un libro dal vivo e finalmente non dovremo aspettare troppo prima di rifarlo, soltanto un paio di giorni.
Il nostro, ormai, è diventato un bel tam tam con Claudia e Simona. L’evento si prepara, le Matte scrivono e leggono, la grafica fa le sue magie, la libraia contatta le case editrici, ed è la prima a vedere i libri e a sistemarli sugli scaffali a sentire quell’odore di carta che tanto ci piace. Nel frattempo ci si vede, si chiacchiera un po’ in quel cortile che, da quando le giornate si sono allungate, diventa sempre più bello e si ride…nel bene e nel male 🙂
L’appuntamento di venerdì è con la presentazione del libro di Alberto Minnella, romanzo d’esordio edito da Fratelli Frilli Editori, Il gioco delle sette pietre – Siracusa 1964.
Questo manga l’ho scoperto grazie a mio fratello Antonio, anche lui divoratore di fumetti e mio iniziatore di genere. Ho cominciato a leggere fumetti quando ero piccolissima. Topolino, il Corriere dei Piccoli (anche le raccolte che mio papà aveva fatto da ragazzo), Snoopy (una rivista settimanale che uscì verso la fine degli Anni 80 e fino a metà degli Anni 90), le strisce dei Peanuts, le strisce di Mafalda, Asterix; poi, più grandicella, le altre strisce di Quino, gli Sturmtruppen, e i Dylan Dog che leggevo di nascosto (perché mio fratello temeva che io potessi impressionarmi troppo), i vari supereroi della Marvel… E poi ancora (questa volta spacciati dal mio amico Edy) Ratman, Alita, Sandman…
Dopo aver progettato la libreria per la stanza della musica che accoglierà anche la biblioteca. Dopo lunghe e attente riflessioni. Dopo aver valutato (credo tutte) le opzioni possibili. Dopo aver fatto un’attenta ricognizione, osservando con occhio critico ogni potenziale superficie utilizzabile e ogni spazio morto da sfruttare. Dopo tante altre valide argomentazioni, penso di essere riuscita a pianificare la miglior biblioteca casalinga possibile.