Oggi, ho scelto di raccontarvi di questo libro, perché il titolo è l’invito che voglio accogliere in me… Per far sì che queste ultime settimane – prima delle tante agognate ferie – siano meno faticose. Sono un po’ avvilita in questi giorni, anche a causa di un superlavoro nel quale mi sono infilata con estrema leggerezza… Ma che adesso mi sta facendo desiderare di aver risposto diversamente alla proposta fattami un paio di mesi fa. Ma tant’è. Al momento potrei solo piangermi addosso, cosa che – detto con franchezza – non fa per niente parte del mio stile di vita. Quindi, transeat. E veniamo al libro.
Ho ricominciato a dare una sistemata a quella che all’atto si è trasformata in una “stanza degli orrori“. Non avendo ancora acquistato le scaffalature necessarie a trasformare questo spazio, nella mia personalissima biblioteca, infatti, questa stanza si è riempita di scatoloni, di buste, di aggeggi elettronici vari montati in catafalchi precari (opera di mio marito Marzio)… Insomma, la biblioteca allo stato attuale degli atti, è diventata il luogo dove nascondiamo tutto il nostro disordine. Così, se Marzio o io rientriamo a casa con oggetti da sistemare, non sapendo – in realtà – dove metterli, li “appoggiamo temporaneamente” nella stanzetta, dove ora si riesce a entrare a fatica. Gli ultimi ingressi, sabato mattina, quando Marzio è rientrato dalla nostra vecchia casa di Pozzillo con tutta una serie di armamenti che ci sarebbero serviti la sera, per il nostro concerto. Già, perché voi non lo sapete, ma io canto insieme a Marzio (che suona la batteria) in una band goliardico-demenziale che si chiama Stipsy King. Ma veniamo al libro.
E siamo arrivati a questo primo lunedì di luglio con almeno due certezze che mi riguardano:
1) con questa lettura ho concluso la saga di Veronica Roth
2) con questa lettura ho messo un punto (e virgola) alla mia carriera di lettrice di saghe del genere youngadult.
Veniamo al primo punto.
In questo terzo libro ( che viene dopo Divergent ed Insurgent) la Roth affida la narrazione ad entrambi i suoi protagonisti principali: Tris e Tobias. Capitolo dopo capitolo, alternandosi o quasi, quelli che ci vengono proposti sono i due punti di vista dei giovani innamorati che, insieme ad un gruppo di amici, sono stati costretti a lasciare Chicago dopo un’insurrezione che ha messo le carte in tavola. I due, insieme a Christina, Cara, Uriah, Caleb, Peter e ad altri che abbandonano il posto dove sono cresciuti, scoprono che la città alla quale sono appartenuti, ma soprattutto il sistema delle fazioni, sono il frutto di un esperimento.
Anche in questo caso, letto il primo non potevo che finire la saga. Tra le altre cose i libri li avevo comprati tutti e tre insieme, quindi non ho dovuto fare troppo sforzo.
Al momento in cui scrivo sono quasi in dirittura d’arrivo anche con l’ultimo libro della Roth, ma sono certa di una cosa: per un po’ basta saghe per young adult.
Divergent ve lo avevo raccontato qualche settimana fa, quello di oggi invece si intitola Insurgent, sempre in italia con la De Agostini, ed è il secondo capitolo delle avventure di Tris, di Tobias e dei loro amici.
Ok. La Matte sono state un po’ lente a dare avvio alla macchina (oppure la loro macchina è una ciofeca)… Ma la verità è che non ci aspettavamo né risposte così celeri, né così generose, né così tante tutte in una volta… E quindi prima di cominciare, abbiamo dovuto mettere un po’ d’ordine innanzitutto fra i libri da finire, poi fra le pile che incombono sui comodini, quindi fra i pacchetti ricevuti in modo da procedere con etica. Ecco dunque cominciare il viaggio attraverso i titoli che i Fratelli Frilli editori hanno deciso di donare alle Matte da Leggere. E come vi abbiamo anticipato con una gallery fotografica sulla nostra pagina fb… Altro che genovesi! (Nel frattempo, infatti, c’è anche arrivato un secondo pacchetto, anche questo pieno di libri da leggere 🙂 grazie!)
Da oggi posso dire ufficialmente di avere rovinato un libro e non ne vado fiera.
Solitamente sto molto attenta ai libri che leggo, soprattutto perché poi tengo a riporli con delicatezza nella mia incasinatissima libreria. Stavolta invece è successo un disastro.
L’uomo del sole di Jeffery Deaver (Rizzoli), l’ho comprato credo tre o quattro mesi fa, forse anche di più. Ho cominciato a leggerlo quasi subito. Ho finito di leggerlo venerdì scorso.
Un tempo infinito davvero, un tempo in cui ho letteralmente consumato il libro e, non fosse stato per il fatto che avevo riposto su un tavolo la copertina di carta che ricopriva il cartoncino spesso del libro, adesso avrei in libreria qualcosa che sembra avere almeno cento anni. Confesso inoltre di non avere ritrovato la copertina di cui sopra con estrema facilità, era seppellita da altri libri e altre cose delle quali mi chiedo oggi l’utilità 🙂
Stamattina volevo farmi del male, però è finita che ho riso un sacco.
Sono sempre nel mood di cercare le statistiche che hanno a che fare con questo blog, perché qualcosa sta cambiando e allora vogliamo capire che direzione prendere.
Partiamo dal presupposto che la definizione di lettura estiva è molto ma molto personale. Detto questo, navigando sui vari social network, stiamo guardando le varie proposte che fanno i diversi portali che si occupano di letteratura e quindi, visto che domani comincia ufficialmente l’estate, in questo venerdì non potevamo non cimentarci sull’argomento.
Come abbiamo fatto l’anno scorso, siamo andate a ripescare tra i libri dei quali vi abbiamo già parlato, per creare un post che possa essere adatto all’argomento.